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Fuoco e Fiamme

gennaio 16th, 2007 ¦ leggi altre proposte di: alfa3

L’ installazione di Pino Faiello in Fiamme

www.viatico.org

2 Commenti per “Fuoco e Fiamme”

  1. Consulenza Immobiliare » Blog Archive » Fuoco e fiamme scrive:

    [...] Guarda il video [...]

  2. Viatico Art Magazine » Blog Archive » Fuoco e Fiamme scrive:

    [...] di Davide Auricchio Nello scenario apocalittico dell’emergenza rifiuti in Campania, un progetto artistico originale e al passo con i tempi,  accorato ma  lucido, e  non per questo privo di una grande forza espressiva. Stiamo parlando di Eco-Balla, mega-installazione del giovane e promettente artista napoletano Pino Faiello, coadiuvato per la parte progettuale dall’architetto Vincenzo Maisto,  collocata in una delle piazza principali di Giugliano, comune della provincia martoriato dai rifiuti. Una piramide alta circa sei metri e mezzo costruita con 60 eco-balle, per l’appunto, e arricchita da una serie di oggetti dal forte valore simbolico: bambolotti, e giocattoli di ogni sorta, senza trascurare un crocifisso che svetta sulla cima. Opera questa completamente data alle fiamme la mattina del primo gennaio 2008, ennesimo atto di vandalismo che si aggiunge alla miriade di roghi che da qualche settimana a questa parte divampano ad ogni angolo della città e della provincia di Napoli.  Guarda il video  Un invito alla riflessione perentorio ma sobrio, un’opera che dialoga sapientemente con lo spazio e le persone che lo abitano, un esperimento di arte pubblica tanto raro in Italia quanto nella sconfinata provincia napoletana, spesso terra di nessuno abbandonata ai loschi affari dei clan. In assoluta controtendenza con tanta arte che si produce oggi, il più delle volte mera riproposizione di immagini rubate al circuito mediatico dell’informazione, Eco-Balla non solo denuncia una situazione di profonda crisi del territorio campano ma suggerisce una riflessione più ampia sulla società dei consumi, induce ad una maggiore presa di coscienza delle responsabilità che ciascuno di noi deve assumersi nei confronti di una comunità dilaniata dagli sprechi, dagli abusi, dalle infiltrazioni della criminalità organizzata, ed altro. La dimostrazione del successo di tale progetto ci è offerta non solo dall’attenzione che ha ricevuto dalla stampa e dalla critica, ma soprattutto dal favore che ha incontrato presso la gente comune e i cittadini tutti di Giugliano che ne hanno fatto il simbolo di una condizione di degrado arrivata oramai oltre ogni limite. Un territorio quello della campagna giuglianese completamente espropriato della sua originale identità, devastato dagli scempi e dagli abusi di ogni tipo, e non ultimo dal sito di smaltimento di “Taverna del Re”, sconfinato quanto surreale bacino di milioni di eco-balle provenienti da ogni angolo della provincia, ordinate in mastodontiche strutture alte più di dieci metri alla mercé degli agenti atmosferici senza alcuna possibilità di essere infossate o smaltite in alcun modo. Un disastro ambientale di proporzioni gigantesche le cui conseguenze sono incalcolabili, e secondo alcuni addirittura irreversibili, perpetrato impunemente per quattordici anni, ovvero per tutto il tempo del commissariamento. Un’emergenza che, di fatto, è diventata il grande buisiness del secondo millennio, che ha arricchito le tasche di imprenditori spregiudicati ed avidi con la complicità di figure politiche colluse e di una comunità spesso rassegnata e fino a qualche settimana fa incapace di reagire. Ma, appare utile sottolineare che il discorso dei rifiuti non attiene esclusivamente alle cose,  piuttosto anche agli essere umani e ad aspetti decisamente più immateriali ma non per questo meno decisivi: esistono rifiuti anche dello spirito o della psiche, se si preferisce, non meno difficili da smaltire. C’è un principio acclarato della psicologia che ci informa circa il problema di un cattivo, per così dire “smaltimento” di certi vissuti. Secondo Freud esiste una precisa distinzione tra oblio e rimozione che consiste nel fatto che l’oblio è un modo di sbarazzarsi dell’esperienza, mentre la rimozione è una forma di conservazione e di consolidamento. I ricordi rimossi non solo perdurano, ma spesso esercitano una influenza pericolosa sulla personalità. Contrariamente ai ricordi consci che possono essere modificati ed elaborati, i ricordi rimossi agiscono dall’interno o dal “basso” e soggiogano la coscienza. Dunque, caro amico di Giugliano: tu scambi il freudiano “ritorno del rimosso” con l’eterno ritorno dell’uguale” di Nietzsche. Consentimi di dire, almeno, che non è la stessa cosa..  [...]

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