Prezioso: Modello Vigliena per Napoli est
22 Gennaio 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 150
Per lo sviluppo immobiliare delle città, bisogna puntare sulla creatività e sui capitali privati. Sono queste le principali indicazioni di Ambrogio Prezioso, presidente dei costruttori di Napoli e neopresidente della Consulta immobiliare dell’Ance. Obiettivo dichiarato, il coinvolgimento degli enti locali, della società civile e delle Università nei progetti di riqualificazione delle aree urbane.
di Sabrina Milano dal sito de il denaro 21 gennaio 2007
Domanda. Grandi città e sviluppo immobiliare. Come conciliare l’edilizia sostenibile e la vivibilità dei contesti urbani allargati?
Risposta. Il segnale che si è voluto dare con la mia presidenza è proprio quello di maggiore attenzione al Sud e a Napoli. Realtà territoriali che possono essere valorizzate attraverso la finanza di progetto, il sostegno dell’Ance, fortemente ramificata e con i partener di Aspesi. Una sinergia per migliorare la qualità delle proposte e un percorso già sperimentato dall’Ance nei due anni trascorsi con la presidenza di Gianfranco Pavan.
D. Qual è il ruolo delle territoriali Ance nel processi di valorizzazione delle città?
R. I presidenti di tutte le territoriali possono collaborare con la nuova struttura per proporre alle diverse pubbliche amministrazioni i progetti per lo sviluppo di città policentriche e polifunzionali e in qualche modo sopperire alla carenza di risorse pubbliche attraverso l’utilizzo di capitali privati.
D. La Consulta sarà anche un osservatorio speciale sui grandi progetti immobiliari integrati per la riqualificazione di intere aree?
R. Si, prevediamo di studiare le possibilità di realizzare interventi su scala urbana.
D. Quali sono le direttrici dello sviluppo immobiliare nei prossimi anni? Si punta solo alle periferie o c’è ancora possibilità di migliorare i contesti urbani?
R. Dipende dalle situazioni nei vari territori. Il modello di riferimento è quello della città dei creativi di Ambrosetti dove luogo per luogo vanno caratterizzati gli interventi.
D. Sui rapporti con le amministrazioni locali c’è un’inversione di tendenza. Oggi i costruttori partecipano attivamente all’elaborazione dei piani regolatori è una rivoluzione ancora da compiere pienamente?
R. Non è una rivoluzione ma un modo più efficace di intervenire. Il costruttore si avvicina sempre di più ad una logica di promotore che unitamente alle banche, alle assicurazioni, ai progettisti e alle società di consulenza propone, costruisce e gestisce anche opere pubbliche. C’è una collaborazione piena con le pubbliche amministrazioni.
D. Quali sono i soggetti di riferimento che saranno coinvolti nell’attività nazionale della Consulta Immobiliare?
R. Tutti gli associati, volta per volta gli enti locali, la società civile e non da ultime le Università.
D. L’esempio del project financing per Porto Fiorito di Napoli, può essere un modello da esportare in altre realtà regionali e nazionali?
R. Si sicuramente, dando spazio come sul modello del project financing di Vigliena, sia a grandi gruppi come Italia Navigando che a piccole e medie imprese locali. Su tutte le coste del Sud d’Italia e nel recupero delle aree dismesse. A Napoli il modello di Vigliena potrebbe essere applicato nell’area orientale della città e i tanti progetti presentati al Comune di Napoli potrebbero essere sviluppati sinergicamente con Aspesi e Ance.










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