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da quotazioni immobiliari di febbraio 

Bocciata dagli italiani l’eliminazione dell’iscrizione al ruolo

II “pacchetto” sulle liberalizzazioni ha il consenso della stragrande maggioranza degli italiani. E’ quanto risulta dal sondaggio telefonico condotto da Ipr Marketing su un campione di mille persone (rappresentativi per età, sesso ed area di residenza della popolazione italiana maggiorenne). Su ventuno provvedimenti di riforma, tuttavia, soltanto uno, quello che prevede l’eliminazione dell’iscrizione a ruolo alla Camera di Commercio per gli agenti immobiliari, è stato bocciato dagli intervistati. E’ stato “bocciato” dagli intervistati in quanto l’obbligo più che un inutile legaccio burocratico viene considerato come una
garanzia per tutti coloro che si affidano alla mediazione di un agente. Tutti gli altri hanno ottenuto un consenso che supera ampiamente, in dodici casi, I’80%, in sei casi il 90 e in un caso, l’obbligo della data di scadenza in evidenza per i cibi, è praticamente plebiscitario (99%). Tra gli elettori del centro sinistra, l’approvazione sale addirittura al 97%, mentre tra i votanti i partiti della Casa delle Libertà, il giudizio di approvazione è al 74%. II provvedimento che raccoglie il maggiore favore non è, come si ten-deva a pensare, la soppressione dei contributo di ricarica ma l’obbligatorietà ad esporre con evidenza la data di scadenza dei cibi (99%), seguita dalla abolizione delle penali in caso di estinzione anticipata del mutuo (93%). Solo in terza posizione l’eliminazione del contributo di ricarica (92%) che precede la cancellazione delle ipoteche e la possibilità di pagare con il bancomat negli uffici pubblici (91%). Si tratta in ogni caso di riforme condivise da tutti gli schieramenti, a prescindere dalle opinioni politiche; infatti, l’approvazione altissima per i singoli provvedimenti, vede sempre coincidenza di condivisione, con la sola eccezione della cancellazione dell’iscrizione a ruolo alla Camera di Commercio per gli agenti immobiliari che registra la condivisione solo del 40% degli Italiani. Probabilmente i consumatori ad una liberalizzazione del settore preferiscono una maggiore garanzia generata dall’iscrizione. Infine, la liberalizzazione della distribuzione del carburante, sebbene raggiunge livelli di condivisione alti (65% della popolazione e maggioranza sia tra gli elettori del centrosinistra che del centrodestra), rispetto al dato che raccolgono le altre riforme è un gradino più in basso, forse perché una prima liberalizzazione dei prezzi alla pompa, già attuata anni addietro, non ha generato un reale contesto competitivo tra le varie aziende ed i consumatori non ne hanno ricevuto giovamento.

 

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