I più richiesti sono i palazzi d’epoca
6 Marzo 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 130
da il sole 24 ore di Cristiano Dell’Oste
Le dimore storiche e le case di lusso non conoscono crisi. Acquistate come status symbol, tenute in portafoglio senza pretendere una rendita, sono in qualche modo al di fuori delle logiche di mercato tradizionali. Almeno quando ci si riferisce agli immobili esclusivi. Per gli edifici di pregio nei centri storici, invece, la situazione tende ad allinearsi alle dinamiche immobiliari tradizionali.
«Nelle zone di pregio nel 2006 abbiamo osservato prezzi in aumento del 5-6% a Torino, del 4-5% a Milano e del 4,5-5% a Genova - spiega Dario De Simone, direttore dell’ufficio studi di Gabetti property solutions -. In altre città italiane l’andamento è contraddittorio perché a Roma i prezzi sono cresciuti dell’1%, mentre a Napoli e Bari sono rimasti stabili e a Bologna sono arretrati. Ma nel complesso questo segmento è in grado di riproporsi con vivacità anche nelle condizioni attuali».
Secondo l’Ufficio studi Ubh, le tipologie edilizie più richieste nella fascia top sono gli appartamenti in palazzi d’epoca (55% della domanda), seguiti dagli alloggi in stabili esclusivi (40%). Molto meno richieste le ville monofamiliari (solo 5%), mentre rispetto alle metrature le abitazioni più ambite sono quelle oltre i 200 metri quadrati. «Negli ultimi cinque anni il mercato immobiliare residenziale di pregio è cresciuto sia in termini di scambi che di prezzi - rileva Alessandro Ghisolfi, dell’Ufficio studi Ubh -. Oggi il quadro rimane positivo anche se più riflessivo: i prezzi sono più stabili e le decisioni di acquisto meno impulsive».
Gli immobili esclusivi, invece, tendono a fare storia a sé. «Si tratta di un segmento di mercato che continua a mostrare una certa vitalità - osserva De Simone di Gabetti - ma di fatto segue più l’andamento dell’economia che quello del mercato immobiliare in senso stretto».










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