Trichet: i tassi restano «moderati», non «bassi»Â
 da il sole 24 ore di P. F.
È il settimo rialzo in quindici mesi: i tassi di interesse nell’Eurozona salgono dal 3,50 al 3,75%; lo ha deciso oggi, 8 marzo, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea riunito a Francoforte, riducendo così il gap con gli Usa a 1,50 punti percentuali e riportando il costo del denaro ai livelli del settembre 2001 quando, dopo gli attacchi alle Torri Gemelle, anche la Bce tagliò il tasso di riferimento di mezzo punto (sempre oggi invece, la Banca d’Inghilterra ha lasciato invariato il tasso base al 5,25 per cento).Nella conferenza stampa dopo la riunione della Bce, il presidente Jean-Claude Trichet ha detto che la decisione di rialzare di un quarto di punto i tassi d’interesse europei è stata presa per far fronte ai «rischi esistenti in termini di stabilità dei prezzi».Trichet ha specificato che i tassi sono a un livello «moderato», mentre l’ultima volta aveva detto che erano «bassi». La decisione - ha aggiunto - «contribuirà ad assicurare la stabilità che le aspettative di inflazione a medio-lungo periodo restino solidamente ancorate ai livelli consistenti con la stabilità dei prezzi. Questo ancoraggio è un prerequisito affinchè la politica monetaria continui ad assicurare una crescita economica sostenibile e a creare posti di lavoro». Trichet ha spiegato che l’Istituto non ha un «target di tasso neutrale». La decisione di aumentare il tasso di rifinanziamento al 3,75%, ha precisato, «è stata presa all’unanimità ».Pil rivisto al rialzo. Sui futuri rialzi dei tassi gli analisti sono divisi. I più ritengono che la Bce alzerà di nuovo il costo del denaro in giugno, per poi fermarsi al 4% fino alla fine dell’anno. Un’altra parte sostiene invece che il 2007 si chiuderà con un tasso di riferimento al 4,25%. Meno diffusa è invece l’opinione di chi ritiene che il costo del denaro rimarrà fermo al 3,75% fin oltre l’estate.
La Bce ha infine riveduto al rialzo le stime di crescita per l’Eurozona, portandole per il 2007 al 2,5% dal 2,2% previsto nel dicembre scorso, mentre per il 2008 la stima è stata alzata da +2,3% a 2,4% grazie, ha spiegato Trichet, «al dinamismo della crescita registrato nel secondo semestre 2006 e al calo dei prezzi dell’energia». Le stime per l’inflazione, sempre rispetto a dicembre, sono state abbassate per quest’anno all’1,8% dal 2%, e sono state alzate per il 2008 dall’1,9% al 2 per cento.






Lascia un commento