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da: il denaro
Lo scompiglio che sta caratterizzando attualmente il settore del credito “subprime” (prestiti ad alto rischio concessi di solito alle categorie svantaggiate, ndr) si allargherà a tutto il comparto dei mutui e sfocerà in un calo delle vendite di immobili. Tuttavia, gli Stati Uniti dovrebbero evitare di cadere in una recessione e di assistere a un rialzo significativo della disoccupazione. È questa la previsione di massima contenuta nel sondaggio condotto dal quotidiano economico Wall Street Journal tra gli economisti statunitensi.
Nel complesso, gli esperti interpellati dal Wsj riducono leggermente le previsioni sull’economia nel primo trimestre, sebbene continuino ad attendersi una crescita moderata per ttutto l’anno. In percentuale la crescita nei primi tre mesi del 2007 dovrebbe rivelarsi del 2,3 per cento, accelerando al 3 per cento entro la fine dell’anno. “I problemi che riguardano il mercato dei mutui andranno oltre il settore subprime - evidenzia Jan Hatzius di Goldman Sachs - il problema principale non è il settore subprime di per sé, ma la rinegoziazione dei debiti contratti a tasso variabile, che sfocierà in un regime di maggiori tassi di interesse in un contesto di discesa dei prezzi delle abitazioni”.
Più cauto invece il commento di John Lonski di Moody’s Investors Service: “Il mercato potrebbe aver iper-reagito - spiega - e credo che solamente le società attive nel settore del credito ad alto rischio saranno danneggiate. Il rifinanziamento dei mutui non è così diffuso come si vorrebbe far credere. Se la maggiore parte della gente avesse problemi a pagare le rate del mutuo - prosegue l’esperto finanziario - assisteremmo a calo della fiducia dei consumatori, cosa che non si è ancora vista”.
Parole, quelle di Lonski, che sono state confermate alcuni giorni fa dall’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, secondo il quale “finora la crisi del settore del credito subprime non ha avuto un grande impatto sul comportamento dei consumatori”.
Sulla questione interviene due giorni fa anche la banca d’affari Merrill Lynch (vedere Il Denaro di ieri), secondo cui il prezzo delle case potrebbe scendere anche del 10 per cento e si potrebbe assistere a una recessione nel caso in cui la Banca centrale Usa non dovesse tagliare i tassi di interesse. “Tuttavia - dice l’economista David Rosenberg - le nostre previsioni sono anche la Fed inizierà a tagliare il costo del denaro nella seconda metà dell’anno”.
Sul fronte dei mercati azionari che da alcune settimane fanno i conti con il crescente nervosismo degli investitori, interviene la banca d’affari elvetica Credit Suisse First Boston, secondo la quale i mercati azionari mondiali supereranno l’attuale crisi del settore del credito, grazie alla crescita degli utili aziendali e al robusto mercato del lavoro. “La chiave per capire se i timori di una recessione economica e una correzione dei mercati azionari riusciranno a concretizzarsi gravita attorno alla salute del mercato del lavoro e del settore delle imprese dove siamo otimisti”, scrivono gli esperti di Credit Suisse in una nota inviata alla clientela.
Intanto i titoli di Fremont General Corp. e Accredited Home Lenders Holding, che si occupano proprio di mutui subprime, corrono a Wall Street dopo aver fornito al mercato notizie confortanti. Fremont annuncia che Credit Suisse concede un ulteriore finanziamento da un miliardo di dollari. La società riceve diverse altre proposte di crediti aggiuntivi cui attingere in caso di necessità, per 1,3 miliardi in totale. Accredited Home comunica invece di aver venduto crediti per 2,7 miliardi di dollari, con un forte sconto, per alleviare le pressioni sul rientro dei prestiti (vedere anche articolo a pagina 4). Nel corso della settimana appena trascorsa i due titoli crollano per via delle difficoltà emerse sul fronte dei mutui subprime

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