Nei prezzi la chiave della crisi
30 Marzo 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 359
da il sole 24 ore di F.G.
La crisi del settore immobiliare americano è ancora il temuto deus ex machina di una recessione mondiale “Made in Usa”. In questo pessimistico scenario, le difficoltà nelle vendite di case portano a prezzi più bassi, mettono alle corde milioni di famiglie indebitate con i mutui e forzano una riduzione dei consumi. I vasi comunicanti della fiducia internazionale fanno il resto, e il mondo intero si ripiega sulla scia di un’economia statunitense in ginocchio.
Si comprende quindi come i dati sulle case - quantità e prezzi - in America siano seguiti con attenzione quasi spasmodica. Dati che tuttavia non sono sempre facili da interpretare. Per esempio, nei giorni scorsi si sono impennate le vendite di case esistenti e sono crollate le vendite di case nuove. Una forbice, tuttavia, non necessariamente incoerente. Come succede nel caso di un altro bene durevole - l’auto - la crisi nelle immatricolazioni del nuovo si accompagna spesso a una ripresa dell’usato. Ma per le case, la variabile chiave da tenere d’occhio è quella che riguarda i prezzi e non le quantità.
Lo scenario di crisi sopra descritto agisce attraverso la riduzione di prezzo dello stock di case, che porta a un effetto ricchezza molto più potente e diffuso di quello che può derivare da uno shock di Borsa. Che cosa sta succedendo, allora, ai prezzi delle case? Le statistiche disponibili in proposito sono molto varie - prezzi di case nuove, di case esistenti, prezzi che tengono conto della qualità, prezzi che riguardano solo le stesse case ripetutamente vendute e comprate - e di qualità ineguale. Ma traguardando i dati si ha l’impressione che la crisi sulle quantità sia più acuta della crisi sui prezzi. Questi hanno cessato di crescere, ma mostrano una tenuta più che una caduta. Questa consolante constatazione non è tuttavia abbastanza per sfatare le preoccupazioni. Il punto è che i consumi delle famiglie americane nel recente passato sono stati puntellati dagli aumenti nel valore della case, aumenti che un sistema finanziario sofisticato e spregiudicato permetteva di estrarre facilmente. Da questo punto di vista, non è necessario che i prezzi scendano per causare problemi: basta - come è oggi il caso - che non aumentino










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