Ancora in fase di elaborazione il piano della maggioranza per i benefici fiscali agli immobili
Per gli sconti Ici corsa al 2007
da il sole 24 ore di Isabella Bufacchi
Il pacchetto-casa che la maggioranza di Governo intende inserire nel disegno di legge sulle rendite finanziarie e sulla riforma del catasto, attualmente in commissione Finanze alla Camera, vale 3 miliardi di euro: pseudo-abolizione dell’Ici prima casa per poco più di 2 miliardi e detrazioni forti sugli affitti per poco meno di 1 miliardo. È quanto ha fatto sapere ieri Laura Fincato, capogruppo dell’Ulivo nella commissione che ha in esame il provvedimento, senza però dare per certa l’anticipazione degli sgravi già a partire dal secondo semestre di quest’anno. Intanto il ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa ha pronosticato che vi potrà essere «una riduzione di aliquote già dalla manovra finanziaria del 2008» se la lotta all’evasione fiscale continuerà a dare buoni risultati. «L’intervento sull’Ici e sugli affitti sarà pesante - ha detto ieri al Sole-24 Ore Laura Fincato -. Inizieremo a lavorare sul testo il prossimo 19 aprile, anticipando la riunione che era fissata in calendario per il 23: non sappiamo ancora se interverremo con una franchigia alta o con altre formule, ma di certo intendiamo raggiungere un effetto che equivalga a un’abolizione, all’esenzione totale del pagamento dell’Ici prima casa». La maggioranza è consapevole del fatto che il costo del pacchetto-casa dipenderà dal tipo di modifiche apportate all’articolo 6 del ddl: l’obiettivo è quello di “prenotare” 3 miliardi del tesoretto, vale a dire 2 miliardi sull’Ici prima casa e un altro miliardo per gli affitti. Perché tanto i proprietari quanto gli affittuari dovranno godere di benefici fiscali. Il ritocco alla Camera del ddl si potrebbe limitare però alla detrazione degli affitti, lasciando al Senato il compito di estendere la norma anche all’introduzione dell’aliquota al 20% sugli affitti: questa staffetta dovrebbe consentire alla maggioranza di seguire l’evoluzione dei conti pubblici e di cogliere al volo nuove aperture. La maggioranza intanto si sta interrogando sull’impatto che l’esenzione dell’Ici avrà sui Comuni e su come gestirlo al meglio: il problema è stato posto anche in termini di modalità di restituzione agli enti locali degli sgravi concessi ai cittadini, nel contesto di un federalismo fiscale che avanza. «Il ricorso al trasferimento dello Stato non ci piace e stiamo studiando percorsi alternativi», ha detto Laura Fincato, ammettendo però che su questo fronte non ci sono ancora progressi. Di certo il pacchetto-casa sarà scritto in modo tale da poter entrare in vigore prima della riforma degli estimi catastali che non avverrà prima dei prossimi tre anni: il testo conterrà in tal senso una norma transitoria. Per anticipare gli sgravi sull’Ici prima casa al secondo semestre 2007, però, non basterà la volontà della maggioranza: occorre anche l’impegno del Governo che dovrà emanare i decreti attuativi in tempi molto rapidi. Spetta al Governo tra l’altro presentare alla commissione Finanze il nuovo testo dell’articolo 1 del ddl sulle rendite, contenente la riforma che equipara fiscalmente i fondi comuni d’investimento italiani con quelli esteri: le modifiche dell’Esecutivo, che tra le altre cose cancellano l’introduzione dell’aliquota unica del 20 per cento, ieri non sono approdate a Montecitorio. Dal Mef è però giunto un segnale positivo sull’abbattimento della pressione fiscale sollecitato dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi: «In virtù dei buoni risultati conseguiti - ha ribadito il ministro Padoa-Schioppa - nel 2008 non ci sarà alcuna misura correttiva aggiuntiva». «Ci sono già 7,5 miliardi per il risanamento nella prossima finanziaria - ha aggiunto - ma dobbiamo essere capaci di amministrare questo successo» per potere confermare «una riduzione delle aliquote con la finanziaria del 2008». Se la lotta all’evasione fiscale continuerà a dare buoni risultati, le tasse caleranno già nel 2008.










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