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Condominio La detenzione di animali domestici


13 Aprile 2007 | postato da: redazione | Condominio | letto: 660

dal sole 24 ore di Chiara Conti
 
Se si possiede un animale domestico, gatto o cane che sia, prima di firmare un contratto di locazione o di acquisto di un appartamento, è bene leggere attentamente le regole che il condominio ha deciso di darsi.
Ogni condominio, infatti, riproduce in piccole dimensioni la società civile e perciò per garantire a tutti i condomini una convivenza pacifica deve darsi delle regole. Per decidere volta per volta o risolvere un problema contingente interverrà con lo strumento della delibera, mentre le regole più stabili sono raggruppate in un documento scritto che è il regolamento che può essere contrattuale o assembleare. 
Parlando di animali domestici, del resto, ci può essere il condomino allergico al pelo del gatto o quello che ha paura dei cani o che semplicemente è infastidito dal sentirli abbaiare e pertanto, anche in questa ipotesi, un insieme di disposizioni che tutti quanti sono tenuti ad osservare aiuta ad evitare tensioni e contenziosi.
La norma. Il Codice civile, all’articolo 1.138, precisa che il regolamento condominiale non può ridurre la sfera di diritti che derivano al condomino dagli atti d’acquisto e dalle convenzioni, quindi in linea generale il regolamento non può contemplare il divieto assoluto di possedere e tenere animali domestici fra le mura della propria casa. E a favore di questa tesi è intervenuta più volte anche la giurisprudenza. Così ad esempio, può essere ricordata la sentenza della Cassazione n. 12028 del 4 dicembre 1993, in base alla quale «in tema di condominio di edifici il divieto di tenere negli appartamenti i comuni animali domestici non può essere contenuto negli ordinari regolamenti condominiali, approvati dalla maggioranza dei partecipanti, non potendo detti regolamenti importare limitazioni delle facoltà comprese nel diritto di proprietà dei condomini sulle porzioni del fabbricato appartenenti ad essi individualmente in esclusiva, sicché in difetto di un’approvazione unanime 
I limiti del regolamento contrattuale. Ma esiste un’eccezione che è rappresentata dal caso in cui a decidere il divieto siano stati tutti i condomini di comune accordo con un regolamento di natura contrattuale, che in quanto tale deve essere approvato all’unanimità. Ecco allora che se il regolamento contrattuale di condominio esclude la detenzione di animali domestici all’interno della proprietà esclusiva, il veto deve ritenersi tassativo, senza che possa aver rilievo la considerazione che si tratta di animali che non arrecano disturbo; in caso contrario, invece, ciascun condomino potrà tenere all’interno del suo appartamento cani o gatti ecc. anche se — secondo alcune pronunce di merito — la legittimità della detenzione va accertata nella situazione concreta e secondo le regole sulla valutazione della tollerabilità delle immissioni.
Ancora i limiti potrebbero riguardare soltanto ipotesi precise. Così, per esempio, l’assemblea potrebbe decidere che i cani possano circolare in cortile ma solo con la museruola o che per ragioni igieniche non si muovano nelle parti comuni (ad esempio non possano entrare in ascensore).
Le responsabilità. A prescindere dal regolamento chi possiede un animale domestico deve comunque evitare che producano rumori e odori molesti o danni a persone o cose se non vuole incorrere in responsabilità civile. In queste circostanze, infatti, potrebbe presentarsi l’ipotesi di «immissioni intollerabili», prevista dall’articolo 844 del Codice civile (considerando anche l’articolo 2043 del Codice civile), che individua una responsabilità a carico del proprietario. Ancora può essere attribuita addirittura una responsabilità di tipo penale: in particolare sono applicabili l’articolo 659 del Codice penale relativo al “disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone” e l’articolo 672 che disciplina l’ “omessa custodia e il malgoverno di animali”. Inoltre il legislatore è intervenuto anche per tutelare gli stessi animali: con la legge 281/1991 per combattere l’abbandono e il randagismo e con la legge 189/2004 che riformando il Codice penale ha fatto sì che il maltrattamento di animali sia diventato un delitto a tutti gli effetti.

10 Responses to “Condominio La detenzione di animali domestici”

  1. stefano Says:

    abito in un condominio e vedo spesso e volentieri gatti selvatici sul nostro terrazino,il richiamo di tutto questo e che alquni condomini usano dare da mangiare lanciando da propi balconi.l’odore e insoportabile e in particolare quando piove.quali leggi esistono da far rispettare.grazieeeeeeeeee

  2. redazione Says:

    L’educazione e civiltà. Le consiglio di denunciare alle autotità competenti i condomini “animali”
    la redazione

  3. marten Says:

    Buon giorno, io da pochi giorni mi sono trasferita in una palazzina di 5 unità, e ho cane e gatto abbastanza “educati” ma comunque pursempre animali, perciò volevo sapere se c’è la possibilità che a causa di un inquilino infastidito(esageratamente), mi possa far “cacciare” il cane che non produce rumori molesti ma ogni tanto abbaia(solo quando sente il vicino rientrare od uscire). grazie buona giornata

  4. redazione Says:

    X Marten
    Il Codice civile, all’articolo 1.138, precisa che il regolamento condominiale non può ridurre la sfera di diritti che derivano al condomino dagli atti d’acquisto e dalle convenzioni, quindi in linea generale il regolamento non può contemplare il divieto assoluto di possedere e tenere animali domestici fra le mura della propria casa.

    In genere gli “animali” sono più educati degli umani
    magari i suoi si abitueranno al nuovo abitat.

    La redazione

  5. Marzia Says:

    Buongiorno, un nostro condomino lascia il suo gatto libero di circolare nelle parti comuni (anche se esiste un divieto nel regolamento condominiale) ma il grosso problema è che noi abitando al piano terra possediamo un giardino privato e quindi il gatto ha iniziato ad usarlo come lettiera. il condomino (che abita ai piani superiori) vanta la libertà del gatto di poter uscire liberamente e quindi scarica a noi il problema dicendo che siamo noi a doverlo sgridare e che lui non è assolutamente disposto a tenere in casa il gatto perchè non c’è scritto da nessuna parte. purtroppo si è creata tensione e vorrei sapere in termini di leggi cosa si può fare per risolvere il problema. grazie.

  6. redazione Says:

    x Marzia
    Nel regolamento condominiale si vieta di tenere animali? Se, si, deve cercare di far valere i suoi diritti in sede di assemblea condominiale.

    la redazione

  7. Marzia Says:

    nel regolamento condominiale non è vietato possedere animali ma è divieto lasciarli liberi nelle parti comuni, ma anche a seguito di richiami, il gatto continua a essere lasciato libero, perciò chiedo se esiste la possibilità di avere un riferimento normativo (nazionale o regionale, abito in emilia-romagna) a cui appellarsi per far meglio valere le nostre ragioni. grazie

  8. redazione Says:

    X Marzia

    Lei si trova in una brutta situazione, tentare di far rispettare il regolamento condominiale a questi inquilini non sembra cosa facile, l’unica maniera sarebbe passare alle vie legali. Non credo sia una strada facile da percorrere non è difficile dimostrare la non propietà di un gatto.

    Le consiglio comunque di rivolgersi ad un avvocato o comprare un cane per contrastare l’intruso.

    la redazione

  9. Marzia Says:

    PS. il cane ce l’abbiamo già, ma essendo un membro della famiglia, spesso esce con noi e quindi sa il detto “quando il gatto non c’è i topi ballano?”. in questo caso, quando il cane non c’è, il gatto viene e lascia i suoi escrementi. possibile che per i cani esistano tante leggi e regolamentazioni se sporcano o disturbano mentre per i gatti non esista niente. il mio cane non va in giro a sporcare (e non abbaia mai), non viene lasciato libero mai eppure, noi dobbiamo adottare tante precautele per tutelare gli altri (giusto) ma poi chi possiede un gatto non ha nessuna restrizione?

  10. redazione Says:

    X Marzia

    Purtroppo è difficile gestire le cose quando si è costretti a convire con gli incivili. Provi con le vie legali sapendo di combattere una battaglia con dei cafoni.

    la redazione

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