Modulo per la richiesta di ImmobiliModulo per Proporre il tuo ImmobileModulo per Inserire la tua AgenziaGlossario Immobiliare
- Ricerca avanzata

L’Irpef sale nel 60% dei Comuni


21 Maggio 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Tasse

aumentano canoniFisco locale
Ampio ricorso all’addizionale nei capoluoghi di Emilia-Romagna e Toscana - Pochi gli interventi sull’Ici. Da il sole 24 ore di  Manolo Morandini
Ritocchi all’insù per l’addizionale Irpef nel 60% dei capoluoghi di Emilia-Romagna e Toscana (e in un ente su tre calcolandoli tutti), mentre sul fronte Ici pochi i casi di variazione. Chiusa la partita dei bilanci di previsione, lo scorso 30 aprile, è questa la strategia fiscale delle amministrazioni locali del Centro-Nord. Ed è l’Emilia-Romagna la regione dove gli aumenti sono più diffusi, un Comune su due, mentre in Toscana la manovra interessa poco più del 20% delle amministrazioni. Il tutto a fronte di un gettito complessivo che dovrebbe attestarsi a quota 100 milioni di euro. Tra le principali eccezioni, ovvero i comuni che hanno scelto di congelare l’aliquota, quasi tutte parlano toscano escluso Piacenza e Reggio Emilia. «A livello locale si è tradito il ridisegno delle aliquote Irpef introdotto dalla Finanziaria, più rispettoso della progressività dei redditi - afferma il segretario generale di Cisl Toscana, Maurizio Petriccioli - È il primo danno in una situazione di salari e pensioni ferme, che ha aumentato l’iniquità sociale. Inoltre, è un’evidenza che le amministrazioni hanno scelto di imboccare la strada più semplice, sostenendo la necessità dei ritocchi delle aliquote Irpef per garantire lo stesso livello dei servizi». In termini di aliquota in nessun Comune è applicata la misura massima (0,80%), mentre il livello più contenuto si registra a Piacenza e Carrara, ferme allo 0,10%, e a Pisa e Reggio Emilia a quota 0,20 per cento. «Pur valutando positivamente la circostanza che molti Comuni della provincia - spiega Francesco Veroni, vice presidente di Industriali Reggio Emilia con delega alla fiscalità - abbiano deciso di non aumentare per il 2007 l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef, la decisione è stata tuttavia accompagnata dal contestuale aumento di tassa rifiuti, oneri di urbanizzazione e Ici sui capannoni, con un risultato complessivo che è sicuramente penalizzante per le imprese. Sempre il Comune di Reggio Emilia, se da un lato ha tenuto ferma nel 2007 l’aliquota Ici per l’abitazione principale, dall’altro ha elevato dal 6,8 al 7 per mille, cioè al valore massimo possibile, l’aliquota ordinaria, quella che si applica ai fabbricati produttivi». Invece, a Rimini è stata adottata per la prima volta l`addizionale Irpef, allo 0,3 per cento. Una novità che fa il paio con la tassa di scopo, possibilità di prelievo introdotta dalla Finanziaria 2007. «Dalla nuova imposta, applicata come addizionale Ici sono esentate le abitazioni principali - spiega il sindaco del Comune di Rimini, Alberto Ravaioli - e prevediamo di incassare 2,8 milioni all`anno. Risorse per finanziare interventi sulla viabilità e costruire strutture scolastiche per l’infanzia. Ma le somme verranno restituite ai cittadini se dopo due anni le opere non saranno realizzate». È stazionario, in generale, il fronte Ici, impopolare tassa che ogni anno nel complesso dei Comuni di Emilia-Romagna e Toscana vale circa 1,8 miliardi di euro. Ferme le aliquote sulla prima casa nelle città delle due regioni si registrano ritocchi all’insù dell’aliquota ordinaria solo a Reggio Emilia, il 7 per mille rispetto al 6,80 dello scorso anno, e a Prato, dove sale al 6,20 dal 5,90. In contro tendenza, invece, Arezzo, dove si è deciso di scendere dal 7 per mille del 2006 all’attuale 6,70. Ancora in corso, invece, la manovra finanziaria a Massa. Uno scivolone per mancanza del numero legale, infatti, ha fatto saltare la seduta del consiglio comunale del 30 aprile, termine fissato per la deliberazione del bilancio di previsione degli enti locali. Così le tariffe e le aliquote relative ai tributi sono state approvate dalla giunta e ratificate dal consiglio solo il 7 maggio, in attesa di chiudere il bilancio nella prossima seduta del 21. Una procedura che dalle stanze del palazzo assicurano perfettamente legittima.

Lascia un commento