Mercato immobiliare: dalla certificazione energetica un’occasione di sviluppo
22 Maggio 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 375
da edilizia on-line http://edilizia.blog.excite.it/
Tra le voci manca il condizionamento estivo Falsa partenza per i certificati energetici
Butera (Best): «Non ci sono dati sull`impatto globale dei provvedimenti»
Si comincia col grande per arrivare via via al piccolo. Di qui al primo luglio 2009 qualsiasi tipologia immobiliare dovra` corredarsi della cosiddetta certificazione energetica, indispensabile per le transazioni a titolo oneroso, compravendite ma anche conferimenti a societa` e trust, permute, contratti di locazione.
La base d`appoggio e`, in recepimento della direttiva europea 91/2002, il decreto legislativo 192 del 19 agosto 2005 poi modificato dal decreto legislativo 311/2006, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del primo febbraio di quest`anno; la finalita` e` stabilire modi e criteri per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. E` un`occasione che puo` aprire un nuovo ciclo economico e funzionare come bussola d`orientamento per l`intero mercato immobiliare.
La partenza e` pero` affaticata da nodi ancora irrisolti, almeno sino all`emanazione delle linee guida nazionali, gia` slittata e da tutti auspicata in tempi brevi. Ci sono comunque delle inadeguatezze tecniche nell`impianto complessivo della legge. «Intanto - commenta Federico Butera del dipartimento Best, Politecnico di Milano- manca uno studio sull`impatto energetico complessivo dei provvedimenti.
Come dire che non c`e` un obiettivo finale quantificato, a differenza di un Paese come la Spagna che ha svolto un`approfondita analisi preventiva e oggi vanta un metodo di valutazione dei consumi che tiene conto anche del condizionamento estivo. «Una voce in crescita - chiosa Butera - che invece da noi non e` nemmeno inserita nella legislazione, nonostante interessi pesantemente tutti i comparti dal residenziale al terziario. Con la conseguenza che si rendera` necessaria una fase due della normativa e nuovi provvedimenti, meccanismi, interventi rivolti ai consumi estivi. Con due perplessita` di fondo, una tecnica l`altra di natura burocratico-amministrativa. Il principio generale - ed e` la prima obiezione - insegna che efficienza ed economicita` hanno solo da guadagnare, con risparmi nell`ordine del 10-15%, quando un qualsiasi intervento “tecnologico“ su un immobile viene realizzato in un unico momento e con una visione d`insieme anziche` a tappe successive. Riguardo al secondo dubbio, esso nasce dal sospetto, fondato, che per l`aggiunta normativa possano replicarsi lentezze, incertezze, fatiche gia` incontrate in questo primo provvedimento».
Ma procediamo con ordine. La questione fondamentale che rischia di inficiare la messa in pratica della normativa e` che, causa i ritardi nazionali, gli enti locali con le regioni in testa stanno legiferando autonomamente e cio` portera` inevitabilmente al sovrapporsi di modelli differenti, nonostante la normativa europea richieda l`omogeneizzazione dei metodi di calcolo. E` pur vero che il Comitato termotecnico italiano sta elaborando una bozza di procedura che servira` come riferimento per le linee guida, ma a quel punto occorrera` che gli enti locali facciano un passo indietro. Sara` cosi` per tutti? Messi tra parentesi i dubbi, rimane che la certificazione energetica esercitera` giocoforza un`influenza sul mercato immobiliare. Anche se e` presto per disporre di dati al riguardo, e` logico attendersi una divaricazione del mercato, soprattutto tra edifici nuovi e usati ma piu` in generale tra edifici energicamente virtuosi, magari a seguito di robuste ristrutturazioni, ed edifici spreconi.
Fermo restando che gli immobili di pregio - pensiamo ai centri cittadini per le abitazioni - continueranno a esercitare tutto il loro fascino. «Una vera apertura a forbice del valore di mercato - riassume Massimo Properzi di Ducale, societa` di trading immobiliare del gruppo Tecnocasa -. I nostri progetti vengono gia` valutati anche per la loro collocazione sul piano energetico e in particolare sul residenziale vorremmo produrre abitazioni gia` di efficienza superiore a quanto stabilito dai parametri di legge». La rete Tecnocasa, dal canto suo, non ha ancora messo a punto una strategia operativa per le oltre 3mila agenzie in franchising. «Siamo in fase di informazione cui seguira` un`adeguata formazione per gli affiliati». In questo momento i primi a essere toccati dalla normativa sono i costruttori.
«Sul nuovo - quantifica il presidente Ance Paolo Buzzetti - stimiamo un aumento medio dei costi di costruzione del 10%, che solo in minima parte ricadranno sul cliente finale, anche perche` il mercato del nuovo rappresenta una quota parte bassa dell`intero patrimonio edilizio (per l`agenzia del Demanio e` il 30%, ndr)». Sull`esistente, invece, i costi d`intervento a carico dei cittadini dovrebbero ripagarsi nel giro di 2-4 anni. Sono tutti d`accordo nell`individuare nelle ristrutturazioni la grande occasione per il mercato. «Solo risalendo dal 2002 in su - conclude Buzzetti - si contano 6,5 milioni di case, intervenendo sulle quali si risparmierebbero migliaia di milioni di kWh all`anno».
di Giovanna Guercilena Il Sole 24 Ore










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