Il piano casa slitta - Sconti Ici, decisione solo dopo le urne
24 Maggio 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Tasse | letto: 92
da il sole 24 ore di Massimo Frontera
Slitta a dopo le elezioni amministrative del 27-28 maggio la discussione in Consiglio dei ministri sul “pacchetto casa” e, soprattutto, sullo scottante “addendum” della detrazione Ici per la prima abitazione. Cioè la questione che ha tenuto altissima la tensione nel Governo in questi giorni: fra il presidente del Consiglio Romano Prodi, che ha difeso la sua decisione di rivedere l’imposta nel quadro di una più organica e meditata revisione delle leve della fiscalità legata agli immobili, e il vicepremier, Francesco Rutelli, che invece ha premuto fino all’ultimo sull’acceleratore per lucrare gli effetti, anche politici, dell’abbattimento Ici già da quest’anno. La sera di lunedì 28 maggio è già stato convocato da Prodi un vertice a Palazzo Chigi con l’Ici all’ordine del giorno; e il giorno successivo il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, coordinerà una riunione sulle misure per rilanciare una politica nazionale sul’edilizia residenziale pubblica e, in particolare, sull’affitto. Le riunioni serviranno a compattare l’Esecutivo sul dossier casa e a mettere a punto il provvedimento che andrà all’esame del Consiglio dei ministri la prossima settimana. A questo punto, è scontato uno slittamento al 2008 di qualsiasi effetto dovuto al taglio dell’Ici. E si alzerà anche il velo sulla quota di extragettito - oltre che sulla quantificazione esatta del cosiddetto “tesoretto” - che il Governo potrà dirottare a sostegno del piano casa. Altro aspetto da capire nel dettaglio è il meccanismo di finanziamento della detrazione dell’imposta comunale, posto che l’extragettito fiscale ha il carattere di “una tantum” mentre gli introiti Ici sono ovviamente strutturali. Non meno strutturali sono le richieste emerse dal tavolo casa coordinato da Di Pietro. Per rilanciare l’edilizia pubblica il ministro vuole 1,5 miliardi di euro l’anno: risorse certe e costanti sulle quale le Regioni, anche a prezzo di un inevitabile e robusto cofinanziamento, potranno impostare una programmazione pluriennale. In questi giorni le Regioni stanno facendo affluire al ministero delle Infrastrutture i fabbisogni indicati dai Comuni per contrastare l’emergenza abitativa. Il provvedimento che andrà all’esame del Cdm conterrà anche alcune misure per rilanciare gli affitti, misure condivise a largo spettro, sia nel governo che fra le parti sociali. A cominciare dalla revisione del regime fiscale sugli affitti, per stimolare l’offerta di alloggi a canone concordato (legge n.431/98) anche innalzando dal 30 al 50% la detrazione aggiuntiva dei redditi dei propietari che affittano. Fra le proposte dell’ultim’ora inserita nel documento finale sottoscritto dal tavolo sulla casa, anche quella di considerare beni strumentali gli alloggi di imprese e coop di abitazione che vengono destinati all’affitto. Chiesto inoltre l’innalzamento fino al 50% delle detrazioni Irpef per i lavori di riqualificazione degli immobili che saranno dati in locazione.










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