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Riforma catasto, parte il decentramento


1 Giugno 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Catasto

catastoda il denaro di Riccardo Parisi
Con il si della Conferenza Stato-Città parte il decentramento del catasto ai Comuni: lo annuncia il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi:”La conferenza Stato-città ha dato il via libera al decreto del presidente del Consiglio dei ministri che regolamenta il decentramento del catasto ai Comuni, già dal prossimo 10 novembre. E’ un passo avanti importante che chiude, in maniera definitiva, la stagione delle proroghe senza effetti”. La proposta di decreto è stata varata il 27 febbraio scorso e, ora, restano solo i passaggi successivi fino alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

L’Agenzia del Territorio sta predisponendo il lavoro necessario al decentramento dei poteri ai Comuni che ne faranno richiesta, perché con il si della Conferenza Stato-città, è stato superato l’ultimo passaggio importante prima della pubblicazione in Gazzetta e i Comuni hanno gli elementi per poter decidere concretamente a quale opzione aderire, in modo da essere pronti per il 10 novembre 2007. Nelle Regioni, Agenzia del Territorio e Anci debbono lavorare insieme per individuare le aree territoriali di Comuni associati che gestiranno questo decentramento. “E’ una svolta istituzionale di grande rilievo — afferma il sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi - che crea il terreno favorevole alla gestione della riforma degli estimi, riforma, attualmente, all’esame della Camera. I Comuni con il decentramento ottengono poteri che chiedono da tempo, e lo Stato centrale stipula con essi un’alleanza strategica nell’aggiornamento delle banche dati e nella loro gestione, oltre a realizzare, in questo modo, un avvicinamento importante ai cittadini e ai professionisti”. “E’ una grande soddisfazione per l’Anci - commenta Flavio Zanonato, sindaco di Padova e responsabile Anci delle Politiche del Territorio (urbanistica, Lavori pubblici e catasto) - vedere accolta una proposta che porta avanti da tempo.
Il catasto per i Comuni è fondamentale perché è uno degli strumenti principali per governare il territorio”. Zanonato ha poi rassicurato quanti temono che questa riforma possa portare ad aumentare l’Ici sulla casa.
“La riforma degli estimi - aggiunge - non c’è dunque il valore degli immobili rimarrà invariato”. Successivamente, ha precisato Zanonato, i Comuni potranno intervenire sul fronte delle percentuali di esenzione per l’Ici prima casa; “ogni Comune ha una propria soglia”.Il sindaco di Padova ha comunque escluso che si possaarrivare all’abolizione dell’Ici sulla prima casa:”potrebbe essere un problema - conclude - specie in quella realtà dove l’aliquota Ici consente di coprire i costi di alcuni servizi essenziali ai cittadini”. Il sindaco Zanonato ha anche ringraziato il sottosegretario Grandi il cui apporto - dice - è stato determinante. I Comuni , così come prevede il decreto, dovranno decidere in quale modo gestire il catasto, se singolarmente o associandosi in più Comuni, con le Comunità montane o le Unioni dei Comuni. Il Comune potrà peraltro decidere di affidarlo all’Agenzia del Territorio come è avvenuto fino ad ora. Tale opzione scatterà automaticamente anche nel caso in cui i Comuni non rispetteranno il limite dei 90 giorni per approvare la delibera in consiglio comunale.
Il decentramento potrà avvenire secondo tre modalità: lo sportello “leggero” per l’esclusiva consultazione degli atti e una banca dati; uno sportello con funzioni intermedie, tra le quali qualche verifica degli atti; ed infine uno sportello in grado di fare tutto dalle visure, all’accettazione e alla registrazione. Oltre al decreto, l’Anci ha firmato con l’Agenzia del territorio un protocollo d’intesa che disciplina alcuni compiti. Stabilisce tra l’altro che il bacino di utenza per la gestione del catasto non dovrà essere inferiori ai 40mila abitanti. Fanno eccezione le comunità montane, i comuni capoluogo e i comuni sperimentatori.

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