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l’Enel attacca il decreto


15 Giugno 2007 | postato da: redazione | Osservatorio energie

liberalizzazione energia elettricada La Repubblica di Luca Iezzi
Dal primo luglio mercato libero anche per le famiglie. Conti contesta le norme sull’assegnazione dei clienti.

Partenza tra le polemiche per la liberalizzazione dell’elettricità. Oggi il Consiglio dei ministri varerà il decreto messo a punto dal ministero per le Attività Produttive per consentire dal primo luglio prossimo a tutte le famiglie di scegliere da chi ricevere l’energia, come già possono fare le imprese e i titolari di partite Iva.
Fino al 2008 cambierà poco: per evitare disservizi e aumenti della bolletta, l’Autorità per l’energia individuerà una “tariffa di transizione” che sarà usata come riferimento dagli operatori. “La nuova tariffa - spiega un comunicato dell’Autorità - mantiene nella sostanza invariata l’articolazione per scaglioni di consumo e la distinzione residente/non residente”. Saranno modificate invece alcune componenti del costo del KWh: “In questo modo si ottiene il risultato di minimizzare la variazione di spesa per la generalità dell’utenza domestica” sottolinea l’Autorità. Le famiglie potranno cercare e confrontare le varie offerte degli operatori, mantenendo invariata la propria bolletta. Il tempo guadagnato servirà al governo per preparare un decreto interministeriale per la nuova “tariffa sociale”: individuare le categorie da agevolare, sostituendo l’attuale meccanismo (due tariffe, D2 e D3) che premia solo chi consuma meno. Nel frattempo chi vorrà entrare nel mercato libero nei prossimi mesi dovrà fondare società di vendita distinte da quelle di distribuzione e questo per evitare che chi è già forte nel mercato vincolato (l’Enel e le municipalizzate) possa essere avvantaggiato, così come è prevista l’accessibilità, nel rispetto della privacy, dei dati di consumo delle utenze ai diversi concorrenti.

L’Enel, favorevole all’apertura, si è però scagliata contro l’ipotesi che gli utenti possano finire “all’asta”. In una bozza del decreto si parla di “procedure concorsuali distinte per aree territoriali” per individuare le imprese pronte a fornire un servizio di “salvaguardia” agli “utenti finali temporaneamente senza fornitore di energia elettrica ovvero ai clienti finali non domestici che non hanno scelto il proprio fornitore”.
“Un trasferimento forzoso di gruppi di clienti da un fornitore di energia all’altro non avrebbe precedenti al mondo, e per di più seminerebbe incertezza e confusione tra i consumatori”, ha dichiarato l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, aggiungendo: “Siamo fiduciosi che il governo prenderà decisioni solo a vantaggio dei consumatori e non di singoli operatori”. Dal ministero non danno indicazioni sul contenuto del decreto che però su questo punto dovrebbe aver recepito la richiesta dell’Autorità sulla salvaguardia di chi si troverà senza venditore, anche se, almeno in questa prima fase non riguarderà le famiglie. Anche gli operatori “nuovi entranti” (Sorgenia ed Edison) avevano scritto al ministro contro il rischio di una liberalizzazione che cristallizzasse gli attuali rapporti di forza. Probabili nuovi aggiustamenti già oggi o in fase di conversione del decreto in legge.

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