Scoprire i costi nascosti
luglio 26th, 2007 ¦ leggi altre proposte di: redazioneGuida all’acquisto. I lavori per portare acqua, luce e altre utenze in un rustico fanno lievitare l’investimento
da il sole 24 ore di Ma.Ca.
La ricerca della casa, anche quella per le vacanze, è un impegno che richiede tempo e fatica. Spesso anche perché annunci allettanti e prezzi da occasione fanno prendere in considerazione affari che sembrano vantaggiosi e che poi si rivelano i meno convenienti. È il caso di quelle ristrutturazioni che, conti alla mano, possono diventare un vero e proprio salasso. Oltre alle verifiche di routine, è necessario tenere conto quindi di altri aspetti che sembrano di poco conto ma che, al contrario, comportano esborsi inattesi ed elevati. Ecco alcune trappole da evitare. «È sempre buona abitudine – spiega Paola Trione, architetto specializzato in ristrutturazioni – rivolgersi a un tecnico sin dalle prime visite alla casa. Solo un occhio esperto può, ad esempio, accorgersi se una crepa nel muro è frutto di un’intonacatura mal realizzata o sintomo di un più serio danneggiamento strutturale. Dal punto di vista burocratico invece, a parte le verifiche che spettano al notaio, è consigliabile pretendere sempre dal venditore un certificato catastale e la documentazione relativa alle pratiche edilizie. Serve ad accertare la storia della casa e a capire quali modifiche sono state fatte e, nel caso, se sono state autorizzate e registrate o realizzate abusivamente. Per i lavori fatti prima del ‘67 – un anno spartiacque per i regolamenti edilizi – non c’è nulla da temere. Ma se le opere sono successive, tutto deve essere comprovato nero su bianco. Perché non solo le norme cambiano, ma in alcuni casi valgono anche i cosiddetti effetti storici delle leggi. Un esempio: se la legge permette di costruire in certe condizioni una tettoia, e la tettoia viene realizzata oggi, il permesso è assicurato. Se si denuncia oggi una tettoia fatta nel 2000 – quando la legge non lo consentiva – il permesso non viene accordato». Inutile dire che per sanare è poi necessario pagare. Se si sta per comprare una casa in campagna ampio è, tra gli altri, il capitolo allacciamento utenze. Meglio chiedere un preventivo per evitare brutte sorprese. Gli annunci che recitano «acqua e luce nelle vicinanze» devono insospettire perché gli allacciamenti possono comportare esborsi consistenti. Le tariffe sono decise dai gestori locali e perciò variano da regione a regione e talvolta da comune a comune. In tutti i casi, i costi sono tanto più alti quanto maggiore è la distanza tra l’immobile e i punti di allaccio e, per l’acqua, dipende anche dal manto stradale interessato agli scavi necessari per far passare le tubature. Per portare l’elettricità la spesa è mediamente contenuta: si paga un corrispettivo per ogni kW di potenza richiesta – oggi pari a 69,79 euro al kW – e un importo legato alla distanza dalla cabina di trasformazione più vicina. Fino a 700 metri l’importo è di 92,99 euro ogni 100 metri. Se però nell’abitazione si ha la residenza anagrafica, fino a 3,3 kW, qualsiasi sia la distanza dalla cabina di trasformazione più vicina, si applica la quota distanza di non oltre i 200 metri (185,65 euro), oltre ai 69,79 euro al kW di potenza richiesta. Più oneroso è allacciarsi all’acquedotto. A decidere le tariffe sono i gestori locali e anche la tipologia di strada interessata agli scavi incide sul prezzo. Per fare un esempio: in Toscana, per portare l’acqua a un rustico da ristrutturare, distante un chilometro dall’acquedotto, chiedono circa 20mila euro: 20 euro per ogni metro lineare in più rispetto ai quattro compresi nel contributo fisso. Ed è la tariffa più bassa riferita a una strada sterrata. Quando si ristruttura o si deve costruire una casa nuova, vanno poi aggiunti gli oneri di urbanizzazione, mentre l’esistenza di eventuali vincoli può condizionare il rifacimento stesso degli immobili e comportare ulteriori spese, come l’obbligo di costruire in pietra. I costi aumentano se la casa si trova su un terreno difficilmente raggiungibile: in tal caso le imprese edili possono chiedere di più per l’impianto del cantiere. E se la strada non permette il passaggio dei camion che portano i materiali, bisognerà renderla agibile. Il costo: dipende dalla lunghezza del tratto e dalla quantità dei materiali necessari, ma comunque non è mai irrilevante. Per circa 2 chilometri possono anche chiedere 20mila euro.INCENTIVI ALL’EFFICIENZA ENERGETICA- La Finanziaria 2007 punta all’obiettivo dell’efficienza energetica nell’edilizia con diversi interventi ad hoc. Come la possibilità di detrarre dall’imponibile Irpef il 55% delle spese che, nella costruzione di nuovi edifici, mirano a ridurre i consumi energetici per il riscaldamento di almeno il 20% rispetto agli attuali valori di legge. Previsto un tetto di 100mila euro da “spalmare” su tre anni. Chi ristruttura, ha lo stesso sgravio (il 55% in tre anni con un tetto di 60mila euro) per installare particolari serramenti o per interventi di isolamento che migliorino la tenuta termica dell’abitazione, allo scopo di ridurre le dispersioni termiche del 30-40 per cento. Anche chi ricorre ai pannelli solari e chi sostituisce una vecchia caldaia con una ad alta efficienza ha diritto a scontare dall’imponibile Irpef il 55% della spesa in tre anni. Nel primo caso sino a un totale di 60mila euro, nel secondo sino a 30mila. Sul tema si stanno organizzando Regioni e Provincie, come la pioniera Provincia di Bolzano e la Regione Piemonte. La Provincia di Udine ha istituito un fondo per finanziare caldaie a biomassa. Si prevede un incentivo sino al 40% della spesa.
