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 da La Repubblica di Rosa Serrano  

La Bce non alza il costo del denaro, ma si impenna l’Euribor sul quale sono calcolati i prestiti a tasso variabile
 
Nuova stangatina in arrivo per i mutui a tasso variabile. La crisi di liquidità che sta investendo i mercati se da una parte ha convinto la Banca centrale europea a rimanere alla finestra evitando un ritocco all’insù, di contro ha fatto lievitare l’Euribor, quel parametro utilizzato dalle banche per aggiornare le rate dei mutui a tasso variabile. Se cresce l’Euribor significa che i mercati valutano in crescita il costo reale del denaro e dunque lo fanno pagare più caro. E nelle ultime settimane l’Euribor ha macinato discreti aumenti. «In agosto - spiega Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline - è schizzato al 4,4-4,7 per cento, a dimostrazione che la crisi di liquidità ha influenzato i tassi reali di mercato, pur in presenza di un tasso d’interesse della Bce fermo al 4 per cento». Come dire che chi ha un mutuo a tasso variabile non deve guardare tanto a quello che farà la Banca centrale, ma piuttosto a come variano gli indici Euribor.

«Il mercato ha già annunciato il rialzo dei tassi sui mutui a tasso variabile - spiega Paolo Cappellini, responsabile prodotti di Banca Woolwich - e chi sta stipulando un contratto deve dunque mettere in conto un aumento del costo delle rate». Costo che sarà diverso da contratto a contratto perché ogni banca ha modalità proprie per il calcolo (un istituto potrà prendere in considerazione l’indice di un preciso giorno del mese o la media di un certo periodo di tempo). Per un mutuo ventennale a tasso variabile di 100.000 euro, in genere, un aumento dello 0,25 per cento dell’Euribor comporta un incremento della rata di circa 14 euro. «In ogni caso - spiega Giancarlo Moneti, direttore area crediti di Banca Etruria - il rincaro si fa sentire di più sui mutui accesi da poco tempo. Su quelli vicini alla scadenza o a metà della loro vita sarà invece più contenuto». Nel lungo periodo le cose potrebbero però cambiare perché una volta assorbita la crisi dei mutui subprime gli Euribor potrebbero tornare su valori vicini al 4 per cento.

Una nuova stangata che preoccupa le associazioni dei consumatori, convinte che molte famiglie che hanno comprato casa non riescano più a far quadrare il bilancio dovendo pagare il mutuo.
«Che assorbe ormai un intero stipendio», denuncia Paolo Landi, presidente di Adiconsum. E il caro mutui non invoglia certo all’acquisto: nei primi tre mesi del 2007, secondo uno studio di Banca per la Casa di Unicredit, la domanda ha subito una flessione dell’1,59 per cento.

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