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Mutui casa, immigrati futuro business


27 Agosto 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Tasse | letto: 268

FINANZA. Extracomunitari nuovi consumatori

da il mattino di padova diMassimo Nardin

Secondo le banche, stranieri ancora troppo restii ad accendere prestiti  Gli immigrati fanno gola alle banche padovane, alimenteranno nuovi business. Il mondo del credito bancario è infatti ancora distante dall’abbracciare pienamente il popolo dei residenti extracomunitari della provincia di Padova. Dei 52.755 stranieri residenti in città e nei comuni della provincia, appena il 9% chiede un mutuo per l’acquisto della prima casa o per spese di una certa entità. A confermarlo sono gli stessi istituti bancari del territorio (foto), dalle filiali della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo a quelle del gruppo Antonveneta-Amro, ma anche la banca del Credito cooperativo dell’Alta Padovana.

Il dato è davvero basso, se si pensa che la maggior parte di questa fetta di popolazione regolarizzata ha un lavoro, spesso come dipendente. Conti alla mano, sono perciò circa 4.700 gli immigrati sicuri del proprio lavoro e in grado di risparmiare per poter affrontare la rata del mutuo bancario. Ma dai responsabili delle banche cittadine emerge anche un altro aspetto: la disinformazione sulle attuali opportunità offerte dalle banche e una certa paura nell’affrontare un debito a lungo periodo.

A confermare questa tendenza sono anche i risultati di un’indagine realizzata a livello nazionale dalla società Gfk-Eurisko e commissionata da Isi Group. La fotografia scattata dalla ricerca è chiara: gli immigrati hanno un lavoro, un’attività commerciale, riescono a risparmiare e spesso sono proprietari di un conto corrente e di una carta bancomat. Ma solo in pochi riescono a comprare la casa in cui vivono e ancora meno ricorrono a mutui e prestiti. Anche se in questo periodo più di una banca comincia a registrare qualche difficoltà a saldare le rate da parte di alcuni clienti.Dallo studio, condotto su un campione di 1.000 immigrati maggiorenni, emerge questo: l’80% ha un lavoro e percepisce un reddito, ma solo il 48% sostiene di riuscire a risparmiare.

Se a livello nazionale il rapporto di chi chiede un mutuo in banca è di 8 ogni 100 extracomunitari, il trend padovano è di un punto superiore per l’acquisto della casa. Anche la percentuale provinciale di chi chiede un prestito è bassa (9%). Valori decisamente sconfortanti, soprattutto se si considera che il 60% di questi clienti hanno comunque un rapporto con le banche o con il sistema postale Bancoposta.In particolare, il 45% degli immigrati padovani è titolare di un conto in banca e 3 su 10 hanno una carta bancomat. Più contenuta, invece, è la diffusione della carte di credito di cui è proprietario solo il 9% dei residenti stranieri.

Dalla mappatura risulta che l’utilizzo di un c/c è ridotto al lumicino: le operazioni più diffuse, cioè, sono il versamento dello stipendio e l’accumulo dei risparmi. Il 48% degli intervistati ha dichiarato di riuscire a risparmiare in media 308 euro al mese. Sul fronte assicurativo, infine, solo il 35% possiede una polizza auto e moto (contro una media del 56%).

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