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PIANETA IACP: AFFITTI MEDI A 40 EURO, 15% ABUSIVO


30 Agosto 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 447

da Ansa

Poche decine di euro al mese per una casa in città come Napoli, Roma e Milano: i canoni di locazione medi degli Iacp o ex Iacp in Italia oscillano dai 42 euro del capoluogo campano ai 160 euro di Bolzano, passando per gli 86 euro della capitale, eguagliata su questo dalle cifre milanesi. 

A fare luce sul pianeta degli Istituti autonomi per le case popolari (o ex Iacp) è la relazione della Corte dei conti elaborata sulla base dei risultati delle indagini in materia di Edilizia residenziale pubblica (Erp) svolte dalle singole sezioni regionali di controllo della stessa Corte.   Un pianeta che conta 518.661 alloggi di proprietà e 628.408 in gestione esercitata dagli Iacp, di cui circa un quinto fanno capo alla Lombardia (rispettivamente 101.648 e 114.501 alloggi).

Il quadro che emerge dall’analisi, i cui dati dati sono riferiti al dicembre 2003, non sempre è di legalità. Anzi, le cifre su morosità ed occupazioni tratteggiano un abusivismo diffuso, che trova nella Campania e nella Sicilia - dove la percentuale di occupazione senza alcun titolo sfiora il 15% -  gli esempi più negativi.

In particolare, sulla base dei dati contenuti nella relazione che compara i canoni di locazione medi degli Iacp o ex Iacp aventi sede nei capoluoghi di regioni e nelle province autonome, affittare una casa popolare costa meno in Campania che altrove: in media, la fascia regionale oscilla tra i 41 e i 47 euro mensili; a Napoli, si pagano mediamente 42,12 euro al mese per un alloggio. A Bari, la cifra sale a 58,70 euro. Il livello di affitto più alto spetta, invece, a Bolzano, dove una casa dell’Iacp costa, sempre in termini medi, 160,22 euro al mese. Nel mezzo, si piazzano grandi città come Roma e Milano, con canoni medi degli Iacp rispettivamente pari a 86,27 euro e 87,50 euro. Seguono Venezia (96,50 euro) e Bologna (116,00 euro).     

Guardando ai canoni minimi, quelli cioé applicati alle famiglie economicamente più deboli, le cifre oscillano dai 6,41 euro di Milano e i 7,75 euro di Roma ai 16,60 di Napoli sino ai 26,00 euro di Palermo; a Bolzano e Campobasso gli affitti sono gratuiti per gli utenti privi di reddito.

A fronte di tali richieste, si registrano tuttavia “elevati livelli di morosità” per i canoni di locazione, sottolinea la Corte dei conti nella relazione. In Campania, nel solo triennio 2001-2003, viene individuata una morosità in capo agli Iacp di oltre 22,9 milioni di euro “che determina - viene rilevato - una morosità ad alloggio gestito di 341,98 euro”. In Sicilia, la cifra schizza, nello stesso periodo di riferimento, a più di 66,9 milioni di euro (il dato non comprende gli Iacp di Messina ed Enna); nel Lazio raggiunge quota 70,8 milioni di euro.  Non va meglio sul fronte delle occupazioni abusive.  “Intenso”, dice la Corte dei conti, è il fenomeno registrato in Campania, dove l’occupazione senza alcun titolo interessa 9.107 alloggi di proprietà degli Iacp, pari al 13,59% degli alloggi in gestione; riguarda, invece, 8.793 case di proprietà dei comuni, ossia il 32,91% degli alloggi da loro gestiti. “Quest’ultimo dato - afferma la Corte dei conti - è massimamente influenzato dalle risultanze registrate in ordine al comune di Napoli (8.640 occupazioni senza titolo)”. Sulla stessa linea l’andamento del fenomeno in Sicilia, dove, anzi, la percentuale degli alloggi di Erp occupati illegalmente sale al 14,39% rispetto al totale del patrimonio gestito. Tale abusivismo tocca il 6,73% nel Lazio, il 7,97% in Puglia e il 2,20 in Sardegna. Virtuose (con percentuali tra lo 0 e il 2%), invece, le altre regioni su cui si è concentrata l’indagine.

Nel panorama degli Iacp rientra, infine, il discorso delle cessioni: 71.404 alloggi in 10 anni (dal 1994 al 2003). Il prezzo medio di vendita, nel 2003, è andato dai 15.000 euro di Palermo ai 60.000 mila euro di Trieste. Per il solo Friuli Venezia Giulia, i ricavi sono stati 76,7 milioni di euro. “Cifre assolutamente fuori mercato”, sottolinea il presidente dell’Ater Roma, Luca Petrucci: “Siamo costretti - aggiunge - a registrare vendite di immobili di pregio a prezzi che sfiorano il ridicolo”.

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