LA BCE E I MUTUI PER LA CASA
4 Settembre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui | letto: 405
Comprare casa, si sa, è il sogno di ogni famiglia, ma le rate del mutuo rischiano di diventare un incubo: troppo care, a volte, insostenibili. Rischio alto come negli Stati Uniti? Non proprio, perché in Italia i ’subprime’, cioè i mutui di serie B, quelli che hanno fatto tremare le borse di tutto il mondo, concessi senza garanzie ai meno abbienti, non esistono. Fabio Picciolini, Responsabile del credito Adiconsum commenta così: “Negli Stati Uniti sono partiti anni fa con una regola aurea, in cui ci si indebitava per il 35% del reddito libero familiare. Dopo, a causa del forte abbassamento dei tassi di interesse americani, si sono cominciati a concedere prestiti a tutto spiano. Sono stati concessi prestiti per importi superiori allo stesso livello d’acquisto della casa. Questo in Italia non è mai accaduto: non tutte le nostre banche fanno prestiti al 100%, ma la norma base, quella del testo unico bancario, prevede che il finanziamento non possa superare l’80% del valore dell’immobile”.
Perché allora chi ha chiesto un mutuo per la casa in Italia dovrebbe preoccuparsi? La risposta viene dall’Europa: la Banca centrale europea, infatti, potrebbe decidere, come annunciato il 2 agosto, di alzare dello 0.25% il tasso di interesse di riferimento, cioé il tasso a cui la BCE concede prestiti alle altre banche.
Fabio Picciolini: “Sarebbe il nono aumento in meno di due anni e noi ci auguriamo che la banca centrale europea non faccia ulteriori aumenti, così come non li ha fatti la banca centrale americana”. Per un consumatore che paga un mutuo cosa significherebbe l’aumento del tasso di interesse?
Fabio Picciolini: “Occorre tener presente che una rata è già aumentata negli ultimi due anni di circa 100 euro al mese per un mutuo da centomila euro di durata trentennale. Ciò significa che chi ha dovuto acquistare un immobile avrà delle forti difficoltà a rimborsare il finanziamento”. Da Budapest, intanto, Jean Claude Trichet, Presidente della BCE, ribadisce che la politica dell’Eurotower sui tassi di interesse sarà decisa solo il 6 settembre. In attesa della decisioni della BCE, ecco alcuni consigli per chi voglia chiedere un mutuo. Fabio Picciolini: “La prima regola è quella di stare attenti al livello d’indebitamento, fare attenzione cioé al prestito sul reddito reale, senza sperare in aumenti di stipendio futuri. In secondo luogo, occorre mantenere sempre una piccola quota di riserva: se si può spendere mille euro al mese, ad esempio, è consigliabile indebitarsi per 900, in modo tale che se sopravviene una difficoltà per i tassi di interesse si possa far fronte alla crisi”.
Ma un’altra fascia di risparmiatori è stata colpita in modo più diretto dalla crisi dei mutui americani “subprime”. Fabio Picciolini: “Sotto l’aspetto mutui non ci dovrebbero essere grandi ripercussioni perché le banche italiane sono state molto più attente, molto più conservative, nel concedere mutui, cosa che invece le banche americane non hanno fatto per vari motivi. Il problema è un altro: le ripercussioni dei mutui ’subprime’ americani si sono avuti soprattutto sulle borse italiane e questo ha significato delle forti perdite per i grandi risparmiatori, anche se soprattutto quelli piccoli hanno visto svanire pressocché tutto il guadagno del 2007″.










Settembre 5th, 2007 at 13:59
Questa viene da rainews24