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Case vincolate all’affitto, sgravi per i costruttori


5 Settembre 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 230

Risorse per la nuova edilizia popolare

da www.ildenaro.it  di Massimo Frontera   

Più privato nell’edilizia pubblica. Il pacchetto casa che il Governo sta studiando per la Finanziaria punta a incoraggiare l’investimento nel l’edilizia sociale da parte di fondi, imprese e società immobiliari. Secondo anticipazioni riportate ieri dall’agenzia Il Sole-24 Ore Radiocor, si starebbe lavorando anche sull’emergenza, per assorbire il numero delle famiglie con sfratto per cessata locazione, la cui ultima proroga cessa a metà ottobre. Ma prende corpo l’idea di utilizzare il patrimonio degli Enti previdenziali, sul quale i ministri Antonio Di Pietro (Infrastrutture) e Paolo Ferrero (Solidarietà Sociale) avevano chiesto all’Economia di fare una ricognizione.

Aperto dunque il cantiere Finanziaria, tornano anche d’attualità i provvedimenti elaborati dal tavolo casa, che hanno finora suscitato nel Governo molte discussioni ma nessuna decisione positiva. C’è già una prima agenda di incontri fra i ministri interessati. Il 14 di questo mese è previsto un appuntamento pressoché definitivo presso la presidenza del Consiglio fra i ministri del tavolo casa (Di Pietro, Ferrero, Bindi e Melandri), in vista della conferenza nazionale del 20 settembre prossimo a Roma, promossa da Di Pietro. In quell’occasione si allarga anche la compagine governativa, con la presenza di Linda Lanzillotta, titolare degli Affari Regionali. L’indisponibilità di adeguate risorse pubbliche dirette sembra indicare che l’unica strada realisticamente percorribile resta quella del coinvolgimento dei privati, assenti dal social housing.

Il Governo intende agire sulla leva fiscale prevedendo incentivi per costruire alloggi a «vocazione sociale»; si valuta anche un meccanismo che possa funzionare da volano per gli investimenti pubblici, che potrebbe configurarsi anche come sgravio fiscale pluriennale. Il tema fiscale è anche quello più caro agli operatori privati. Assoimmobiliare ha elaborato in questi giorni una articolata proposta da sottoporre al Governo con previsioni dettagliate sullo stock residenziale realizzabile in funzione di una riduzione di imposte indirette e ipocatastali. Un’altra variabile considerata è il costo delle aree che, in mancanza di prezzi vantaggiosi, dovrebbe essere almeno compensato da premi volumetrici.

Anche l’Ance, ha idee precise sul coinvolgimento delle imprese nell’housing sociale. In un documento interno è stato sintetizzato un modello economicamente sostenibile che integra incentivi volumetrici con la possibilità di tornare nella disponibilità degli alloggi in affitto dopo massimo 15-18 anni. Nel caso di inquilini “insolvibili”, si chiedono però garanzie al Comune sui canoni

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