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Mutui, si salvi chi può! (seconda parte)


7 Settembre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui

da quotidiano casa di Peppino Zappulla

Nella prima parte di questa inchiesta abbiamo messo in luce l’offerta a dir poco abbondante delle banche, apparentemente generose nel concedere mutui e prestiti a chicchessia, oltre che disponibilissime a rottamare mutui troppo onerosi.  Fa da contrappeso a questa presunta realtà la situazione di chi il mutuo l’ha già contratto ed è sull’orlo di una crisi di nervi, se non peggio

Cominciamo col dire che si deve considerare come tasso usurario (secondo la rilevazione fornita trimestralmente del Ministero dell’Economia), per il periodo luglio-settembre 2007, l’8,865% (tasso fisso) e l’8,37% (tasso variabile).

Già di per sé questo dato dovrebbe far saltare sulla sedia, perché di vera e propria usura si tratta (e pensare che il limite per il fisso è stato innalzato dall’8,58% precedente!).

Tuttavia, qui ci interessa in particolare mettere in evidenza la discrepanza che esiste fra quel mondo dorato (come ce lo propone la pubblicità da parte delle banche, in cui tutto appare facile, sorprendentemente facile, con prestiti e mutui finanche ai cattivi pagatori, causa non ultima, questa, del pandemonio avvenuto recentemente negli Usa), e la realtà vissuta da coloro che il mutuo, per un motivo o per l’altro, non ce la fanno più a pagarlo, fino a dover vendere la casa, o peggio.

Sono due in questo senso i messaggi disperati che più hanno colpito l’opinione pubblica: 1. la lettera che una single trentenne ha inviato al Corriere, annunciando la decisione ormai presa di vendere la casa acquistata da poco tempo per l’inarrestabile crescita del mutuo a tasso variabile, tanto raccomandato dai funzionari della banca; 2. e la mail di commento, non meno drammatica, scritta da un altro lettore, se possibile ancora più sfortunato.

Della prima hanno riferito in molti (vedi anche il nostro editoriale), molti hanno gridato allo scandalo, ma non tutti, come vedremo.
Mutui RevolutionRiporto invece la mail del secondo lettore così come la si può leggere dal Forum del Corriere: G. M., 2007-09-01 13:58 essere soli
«Si ormai sto per diventare pazzo. Amici, sono contento che il Corriere abbia preso a cuore questo disastro dei mutui.
Circa dieci anni fa, dopo immani sacrifici, ho racimolato i soldi necessari per acquistare una villetta a schiera. Avevamo un buon lavoro e il futuro si prospettava, se non perfetto, ben disposto. Una grave malattia colpisce mia moglie e che perdura, il mio lavoro cominci ad andare male e con gli anni che avanzano, ne ho 64, sono costretto a rallentare e poi ad abbandonarlo del tutto. Ormai sono 15 rate di muto non pagato, la banca mi preme per rientrare, mia moglie mi addossa delle colpe in merito alla grave situazione economica, la pensione Inps neanche a parlarne. Quindi ormai ci troviamo nella più completa indigenza tanto che con gli animi non certamente sereni, io e mia moglie abbiamo deciso di didviderci. Amici non ne posso più e di perdere la casa non ne voglio sapere. Appena qualcuno busserà alla mia porta per rivalersi io appiccherò fuoco alla casa con me dentro. non è giusto che lo stato sia così sordo al grido di dolore di tanta gente che si trova in queste situazioni. Un saluto da Giovanni.»

Non meno accorata un’altra mail dallo stesso Forum: M. B. 2007-09-02 13:52 senza più casa
«Sono uno di quei poveri disgraziati costretti a vendere la casa comprata col mutuo, le rate sono aumentate in maniera scandalosa e la banca non ci ha mai dato possibilità di rinvio o rinegoziazione. Risultato: con la mia famiglia viviamo un una roulotte. La verità è che in Italia le banche non sono motore di sviluppo ma un cancro che produce utili a spese dei più deboli, i lavoratori con 1000€ al mese. E’ vergognoso poi che queste imprese, con utili milionari chiedano che vengano loro abbassate le tasse, bisognerebbe aumentargliele e destinare il gettito alle famiglie che vivono nella povertà e nel disagio. Sono sempre di più ma nessuno fa nulla, tantomeno i politici coi loro stipendi faraonici!!!»

Questi casi sono ovviamente patetici, forse, o sicuramente, al limite.

Tuttavia, ciò che spaventa e dà il senso della realtà è la confusione che regna sovrana in chi deve operare la fatidica scelta: acquisto o affitto della casa; e nel primo caso, con un mutuo a tasso fisso o variabile?

Chiede, per esempio BBcc il 04-08-2007, alle ore 23.49.06, ai frequentatori di un newsgroup:
«Mutuo tasso fisso vs variabile
Dovendo contrarre un mutuo, mi trovo di fronte alla scelta di avere un tasso fisso o indicizzato. Io, nella mia beata ignoranza ho pensato che ci sono maggiori probabilità di spendere meno col variabile, perchè probabilmente il tasso fisso viene stabilito in maniera tale che il rischio per la banca di rimetterci sia minimo, e chi ha fatto queste previsioni è evidentemente molto più bravo di me a stimare l’andamento futuro del tasso di interessi. Inoltre ho notato che le banche sembrano voler spingere il cliente proprio verso il tasso fisso, e questa sarebbe una conferma alla mia teoria di cui sopra.
Voi cosa mi consigliate? Faccio il variabile? Ah, stavo considerando un’altra possibilità: rata costante tasso variabile, cioè al variare dell’interesse viene anticipata o posticipata la fine del finanziamento; questo tipo di mutuo è assimilabile in tutto a quello a tasso variabile classico, esatto? O mi sfugge qualcosa? Grazie per l’attenzione e le eventuali risposte.»

E un altro, titubante, alle 22.05 del 20-06-2007: Cambio del mutuo.
«Ho acceso un mutuo due mesi fa e vorrei cambiare istituto di credito e portare il mutuo la. Il notaio mi ha riferito che non posso cambiare prima di 18 mesi e 1 giorno altrimenti vado contro l’articolo 15 del D.P.R.601/73. In realtà cosa mi comporta questo cambio. Devo pagare un multa? grazie.

E pronta arriva la risposta da “Taty“: Non c’è un’altra realta’,devi aspettare.»

Non va meglio a Sabrina che passa la notte a studiare il da farsi e scrive alle 17 e 13 del 26 agosto 2007: ancora mutuo: surroga o rinegoziazione
«Ciao a tutti! Scusate ma sto impazzendo con questa storia del mutuo e ho bisogno di fare il punto della situazione. Ho contratto un mutuo a tasso variabile, con spread a 0,85%, un anno fa (prima casa). A parte il fatto che ho avuto qualche disservizio dalla banca in questione, Mutuo Arancio mi ha offerto lo 0,70% di spread.
Poi ho visto anche lo 0,59% sulle vetrine Barclay e insomma vorrei capire se vale la pena riiniziare il circo del mutuo. Il fatto che sia un mutuo recente, con piano di ammortamento alla francese, mi fa pensare che se mi faccio due conti per capire le spese accessorie mi convenga fare comunque una mossa, visto che non è che mi sia rimasto solo il capitale da pagare, come nel caso fossi già in là negli anni del mutuo.
Ho cercato tutte le informazioni possibili in rete, oltre alla lettura di questo NG e le mie conclusioni riguardo la surroga sono queste: Già da contratto io non pago alcunché per l’estinzione anticipata del mutuo. Per l’ipoteca, secondo la legge Bersani, non dovrei alzare un dito né spendere un cent (e nel caso la mia vecchia banca richiedesse delle spese avrei il diritto di rifiutarmi). Non si paga l’imposta sostitutiva, nè di registro o ipotecaria, né bollo. ING non mi fa pagare la nuova perizia né le spese d’istruttoria e poi si sa che è a zero spese anche tutto il resto (non sono scema, avevo considerato Ing anche l’anno scorso, ma per una serie di circostanze non ho fatto il mutuo con loro). Insomma….quindi alla fine quali spese rimangono?? Mica l’ho capito! A parte il notaio intendo…perché questo punto credo che non sia aggirabile, giusto? Invece nel caso di rinegoziazione è necessario un nuovo atto o no?? Perché al limite mi giocherei la carta Ing per andare a ricontrattare il mio mutuo con la mia banca, ma anche qui vorrei capire se ci sono delle spese da sostenere (e non posso chiederlo alla mia banca visto che mi fa storie pure per stamparmi un ca**o di piano d’ammortamento!)
E soprattutto vorrei essere preparata a rimandare al mittente la richiesta di spese che non ha il diritto di richiedere.
Mi sono letta i comunicati stampa di Adusbef e Federconsumatori e quindi so che ho il diritto di insultarli se avanzano richieste. Fila il mio ragionamento? C’è qualcuno così gentile che sa rispondere alle mie domande? Grazie in anticipo a tutti! Sabrina.»

Ed ecco alcune delle risposte:
«Re: ancora mutuo: surroga o rinegoziazione
“Sabry” ha scritto nel messaggio news:TMgAi.9194$fb.6699@tornado.fastwebnet.it…
La portabilità del mutuo mediante surrogazione, è regolata dall’art. 8 della legge 2 aprile 2007 n. 40. Con l’atto di surrogazione la nuova banca subentrerebbe, nelle garanzie e
nel credito, alla banca che ha concesso il finanziamento. Più facile a dirsi che a farsi e le ragioni sono in parte spiegate nel post di Fred del 19 agosto.
La procedura è alquanto complessa e dovrebbe perfezionarsi, davanti al
notaio, alla presenza della banca surrogante e della banca surrogata, oltre
che del mutuatario.
L’istituto surrogante, prima di giungere alla delibera dovrebbe svolgere
un’istruttoria ed una perizia sull’immobile (di fatto come per deliberare
un nuovo mutuo).
Da quanto ne so e mi farebbe piacere essere smentito non è ancora pratica
comune e nemmeno saltuaria dei vari istituti.
Sarebbe interessante, come sempre, leggere qualche esperienza diretta.
Ad esempio, affermi che mutuo arancio ti ha offerto lo 0,70% di spread.
Nel contesto di una surroga?
Saluti
LucaS
Re: ancora mutuo: surroga o rinegoziazione
’spett, Luca, Mutuo Arancio offre quello spread anche per mutui nuovi. Ho
un’amica che ha appena stipulato un mutuo con loro con quello spread.»

Rate faciliQuanto alle, a volte mirabolanti, offerte delle banche un anonimo si chiede (più a se stesso che agli altri, verrebbe da dire, alle 18 e 04 del 20-06-2007:
Mutuo Arancio Sostituzione - sostituire un mutuo con uno a tasso più conveniente
«Buonasera, sperando di essere in-topic, volevo sottoporre al forum il mio caso. Se
non é pertinente, vi prego di scusarmi ed ignorare il post. Nel 2001 ho acceso un mutuo variabile (euribor 6 mesi) con Unicredit di 93mila euro in 15 anni per la prima casa. Ad oggi non ho mai avuto problemi a parte la rata che si é progressivamente portata a quota 825¤/mese; niente di male, dato che questo era il rischio scegliendo un variabile… mea culpa. Comunque mi mancano 9 anni da pagare per un capitale residuo di 67mila euro. Detto ciò, ho ricevuto un’offerta di ING che permetterebbe di sostituire il mutuo attuale con uno, sempre variabile (euribor 1 mese), per l’ammontare di 69mila euro in 10 anni con uno spread di 0.80%. La rata si aggirerebbe sui 730¤/mese. Aggiungendo che: - l’eventuale penale di estinzione anticipata (sui 650¤) me la pagherebbe ING- non ci sarebbero altre spese a carico mio se non il notaio (circa 2000¤), l’imposta sostitutiva ai sensi del DPR 601/1973 (0.25% –> 175¤) e qualche altra carta (max 100¤) secondo voi, mi conviene?»

C’è chi però si dichiara stufo di tanti “piagnistei”.

E’ il caso di Cristiano, per esempio, che ritiene d’aver agito saggiamente per aver scelto il tasso fisso: cristiano, 2007-09-01 13:59 non stupiamoci troppo

«Come tanti altri lettori, anch’io un anno e mezzo fa, quando i tassi erano ancora bassi e il variabile era molto vantaggioso, ho contratto un mutuo per l’acquisto della prima casa. A differenza di molti, però, ho scelto il tasso fisso. Non perché, intendiamoci, avessi la sfera di cristallo, ma perché la crescita dei tassi (negli ultimi anni i più bassi dal dopoguerra) era ormai alle porte e già ampiamente annunciata (non dalla maggioranza delle banche, purtroppo…). E qui arrivo al secondo, e più importante, motivo della mia scelta: capisco, certo, che una volta sentite 20 banche che ti ripetono tutte la stessa cosa, alla fine ti convinci a seguire il loro consiglio (scordandoti però che le banche sono lì non per fare beneficenza, ma soldi, e certo non sono guidate da ingenui…). In certi casi, capisco pure che anche 100 euro in più al mese possono fare la differenza. E tuttavia, in un mercato così speculativo e turbolento, nel quale le crisi finanziarie si verificano ormai quasi a cadenza annuale, è ragionevole un variabile per periodi lunghi 15, 20 o anche 30 anni? E’ davvero angosciante quanto scrivono molti lettori di questo forum. Tuttavia, per dormire tranquilli la notte, non sarebbe il caso che noi tutti – soppesando meglio le allettanti ma spesso ingannevoli “offerte” del mercato – cercassimo di pensare un po’ di più alla gallina di domani e non solo all’uovo di oggi?»

Ma poi, chi l’ha detto che la casa deve essere per forza tua? chiede Andrea

andreaw l’affitto, 2007-09-01 19:56 SIETE MATTI

«Mi rivolgo a coloro i quali hanno comprato casa a Milano con questi prezzi.
Il vero problema è che è stato inculcato nel cervello di noi 30enni con decine di messaggi piu’ o meno celati, che se non sei proprietario di una casa sei un fallito.
Io e la mia lei facciamo 2000 euri in due, affitto di 800 euro in centro a milano e poche ansie a fine mese.
Non possiedo nulla e mi accontento di vivere arrivando alla pensione che mi permettera’ di andare a vivere in montagna con affitti irrisori.
Voi se non vi esplode il fegato prima, sarete proprietari a 70 anni di una cosa che a quell’eta’ non varra’ certo come la salute.
COSA NE PENSATE?»

Per non dire di quello, che a tutti gli effetti appare come un bel trucchetto, e che prevede un tasso variabile ma con rata fissa.

E in cosa consiste? Tranquilli, se i tassi vanno su in verticale, niente paura: la rata resta fissa (che bella comodità!) ma si allungano in maniera vertiginosa i tempi del mutuo!

Se questa non è usura…

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