Fmi: crisi mutui seria, l’Italia tagli le spese
8 Settembre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui
da il messaggero
«L’impatto sull’economia italiana della crisi di liquidità globale sarà soltanto di natura generale e quindi non si tratterà di un evento drammatico». Lo ha detto il direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Rodrigo Rato, in una conferenza stampa al seminario Ambrosetti di Villa d’Este a Cernobbio. Anche per il settore finanziario, ha detto Rato, «non vediamo grossi effetti dalla crisi» dei mutui ad alto rischio negli Usa. Il numero uno del fondo ha poi ribadito che la riduzione delle spese primarie è «fondamentale per incrementare la crescita economica» dell’Italia. «Questa - ha sottolineato - è l’opinione del Fondo Monetario Internazionale». In Italia, ha proseguito, «abbiamo visto alcuni segnali di incoraggiamento nei piani del Governo, ma anche un indebolimento dell’impegno sul risanamento». «Voglio ripetere qui - ha rilevato - che la disciplina di bilancio e la riduzione della spesa primaria
sono requisiti essenziali perché il Paese riesca ad aumentare il potenziale di crescita in futuro».
Crisi seria. La crisi dei mututi, ha poi aggiunto Rato, «è una crisi seria, che sicuramente avrà effetti sulla crescita del 2007 e del 2008». E a chi gli chiedeva se secondo il peggio della crisi fosse ormai alle spalle, il direttore generale dell’Fmi ha risposto di non essere in grado di dirlo: «Cercherò di non essere troppo lapidario - ha detto -. L’impatto sul 2007 è più facile da determinare, ma è troppo presto per dire quanto durerà la crisi: ci saranno conseguenze a lungo termine, ma ora è troppo presto per dirlo in maniera sicura».
Quanto alle ripercussioni che la crisi dei mercati avrà sulla crescita economica mondiale, De Rato ha replicato che «al momento è ancora difficile fornire dati certi: qualche mese fa le stime erano state riviste al rialzo e ora», ha spiegato, la situazione porterà «a rivederle al ribasso. Certo - ha aggiunto - la crisi si verifica in un momento in cui le economie mondiali sono forti e ci sono i mezzi per affrontarla. Le ripercussioni - ha osservato ancora De Rato - nel 2007 si avvertiranno specialmente negli Stati Uniti d’America e in parte in Europa. Nel resto del mondo si faranno sentire di meno». Riguardo invece al il 2008, De Rato non si è sbilanciato, spiegando ancora una volta che «molto dipenderà dalla durata della crisi».










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