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Affitti agevolati per i redditi bassi


11 Settembre 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare

da il sole 24 0re di Dino Pesole

Verso la manovra. Il dossier rendite: fasce di esenzione per BoT e titoli di Stato - Padoa-Schioppa insiste: prima i tagli di spesa.
Prosegue a ritmo serrato il lavoro preparatorio della Finanziaria 2008, e comincia a prendere corpo il pacchetto fiscale sulla casa, in cui verranno inserite le misure di riduzione del prelievo allo studio del Governo. Si parte dall’Ici, con il probabile incremento della deduzione per la prima casa da 103 a 290 euro, a partire dal 1° gennaio 2008. Di fatto, in tal modo verrebbe esentato dal prelievo circa il 70% dei proprietari di prima abitazione, per un costo stimato in 1,8-2 miliardi. Tra le novità torna una delle altre proposte forti della Margherita, di cui si è discusso senza esito anche in occasione della messa a punto della manovra 2007. È la cosiddetta cedolare secca del 20% sui redditi da locazione, il cui costo è valutato attorno ai 2 miliardi.

Le due operazioni, che verrebbero affiancate anche da un pacchetto di agevolazioni per gli affittuari a reddito basso, potrebbero essere finanziate dai 4 miliardi dell’extragettito (è esattamente l’entità dei maggiori incassi accertati finora rispetto alle stime del Dpef di giugno). «La casa sarà sicuramente uno dei punti di riferimento di questa Finanziaria. Ci sarà la riduzione dell’Ici», conferma il viceministro dell’Economia, Roberto Pinza, che precisa però di parlare come esponente della Margherita. Ieri all’Economia, nuova riunione tecnica per la messa a punto dei primi interventi, in previsione dell’invio da parte dei singoli ministri delle proposte di tagli, atteso per il 10 settembre. Nel pacchetto fiscale allo studio dei tecnici rientra anche una versione decisamente più soft dell’iniziale progetto di armonizzazione del prelievo fiscale sulle rendite finanziarie. Misura chiesta a gran voce dalla sinistra radicale, che ha creato non pochi malumori nel Governo qualche settimana fa dopo le dichiarazioni del sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi (prelievo al 20% direttamente in Finanziaria). Benché la misura sia esplicitamente indicata nel programma dell’Unione e nella risoluzione parlamentare sul Dpef, fermo è stato lo stop di Palazzo Chigi e lo stesso ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa non ha nascosto le sue perplessità, per i possibili contraccolpi sui mercati finanziari.

Ferma restando l’impostazione di partenza, che limita l’incremento del prelievo ai titoli di nuova emissione, si studia l’esenzione per i possessori di BoT e titoli di Stato, nonché la conferma dell’aliquota ridotta all’11% per i fondi pensione. Se questo sarà lo schema che il Governo deciderà di adottare, di fatto a beneficiare del nuovo meccanismo di prelievo sarebbero per gran parte i possessori di conti correnti bancari e postali, che vedrebbero ridursi la tassazione su questa tipologia di risparmio dal 27 al 20 per cento. Al momento, si tratta però solo di indicazioni di massima: occorreranno nuovi approfondimenti sia in sede tecnica che a livello politico, e non è escluso che alla fine si decida di rinviare il tutto. Prende invece corpo lo “scambio” tra minori tasse alle imprese (a valere sull’Ires) e riduzione degli incentivi pubblici, che nelle intenzioni del Governo dovrà avvenire a saldo zero. «La riduzione fiscale è possibile solo se si regge con la razionalizzazione della spesa pubblica», ha ribadito ieri Padoa-Schioppa ai sottosegretari Alfiero Grandi, Nicola Sartor, Paolo Cento e Mario Lettieri e al Ragioniere Generale Mario Canzio. L’imperativo, per il ministro, resta il rigore e il risanamento dei conti. La linea del titolare dell’Economia è chiara: di eventuali riduzioni del carico fiscale si potrà parlare solo dopo aver acquisito il pacchetto dei tagli alla spesa, per un importo di almeno 11 miliardi. Intanto sul taglio delle tasse anche Massimo D’Alema prende posizione: «Penso sia preferibile cominciare dall’Irpef, ridurre cioè il peso della tassazione sul lavoro a partire dai redditi medio-bassi». In settimana, si cominceranno a delineare con i presidenti di Camera e Senato le modalità dell’iter parlamentare della manovra. E si fa strada l’ipotesi di una Finanziaria “leggera” sostenuta da una serie di “collegati”. Dopo il prossimo Consiglio dei ministri – fa sapere Palazzo Chigi – saranno chiare le linee-guida della manovra, «che sarà di riequilibrio sociale e programmatico».

INCENTIVI Affitti L’idea è di mettere a disposizione un contributo per chi deve pagare l’affitto a fine mese, con tre conseguenze positive: aiutare chi è meno abbiente, assicurare ai proprietari l’introito finale e far emergere il nero Sgravi Ici Resta in campo l’introduzione dello sgravio dell’Ici prima casa. In Parlamento si era trovato un accordo per uno sconto il cui tetto era stato fissato a quota 290 euro e la misura di riferimento su cui calcolarlo erano i metri quadrati. Ma ora si fa largo l’ipotesi di stabilire un taglio progressivo in base al valore dell’immobile, con un primo scaglione per il 2008 intorno ai 100mila euro

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