Crisi dei mutui, riunione a Basilea dei governatori del G-10
11 Settembre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui
da RaiNews24
Occhi puntati sulle riapertura delle borse oggi, anche perche’ la settimana che comincia potrebbe rivelarsi una delle piu’ difficili nella crisi dei mutui subprime. E’ mentre sara’ massima la vigilanza delle banche centrali, pronte ad intervenire per dare liquidita’ al mercato, la questione sara’ esaminata anche dai governatori del G-10, riuniti come ogni primo lunedi’ del mese a Basilea.
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Questa settimana, infatti, dovranno essere rifinanziati oltre 113 miliardi di dollari di commercial paper, un importo superiore ai 100 miliardi che andarono in scadenza a meta’ agosto e che innescarono la crisi e che metteranno a dura prova la gestione della liquidita’ delle banche. Il rischio e’ una nuova impennata dei tassi di mercato e “ci sara’ un momento di pressione particolarmente forte”, come ha preannunciato un banchiere al Sunday Times. “Il mercato finanziario e’ nella peggiori condizioni da 20 anni”, ha detto un altro banchiere.    Â
L’agenda dei governatori delle banche centrali del G-10, riuniti a Basilea presso la Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri), la banca delle banche centrali, comprende oltre alla crisi finanziaria dei mutui in se stessa anche le sue conseguenze sulla crescita economica gia’ prevista in rallentamento nel 2007 e in peggioramento nel 2008 da diverse organizzazioni internazionali proprio a causa del deteriorasi delle condizioni del mercato creditizio e il pericolo di un credit crunch. Ma anche la reazione delle banche centrali alle turbolenze registrate nelle ultime settimane e le prospettive della politica monetaria.
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Le ingenti immissioni di liquidita’ decise dai maggiori istituti centrali del mondo nell’ultimo mese sembrano aver dato solo una boccata d’ossigeno momentanea ai mercati senza riuscire ad attenuare le incertezze e i timori, alla base della crescente volatilita’ legata alla crisi dei mutui subprime statunitensi. Le difficolta’ nell’individuare la reale entita’ delle perdite di banche e hedge found e del fenomeno subprime stesso continuano infatti a minare la fiducia degli operatori. “La mancanza di trasparenza” e’ alla base dei timori e delle incertezze dei mercati, ha spiegato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, osservando come “i mercati stanno pagando a caro prezzo proprio la sua mancanza”.
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L’appuntamento di Basilea cade fra la decisione dell’Eurotower di lasciare invariato il costo al 4% e quella della Fed, chiamata a decidere il prossimo 18 settembre. Negli Usa si comincia a parlare di rischio recessione e in molti ritengono che il presidente Ben Bernanke, che martedi’ parlera’ della crisi a Berlino con il cancelliere Angela Merkel, in quell’occasione sara’ costretto a tagliare di nuovo il costo del denaro dopo aver ridotto il tasso di sconto di mezzo punto al 5,75% il 17 agosto. Â
Da parte sua la Bce ha lasciato il tasso di rifinanziamento fermo prendendo tempo prima di ulteriori decisioni in attesa di avere “nuove informazioni” sulla crisi dei mercati. “E’ ancora troppo presto per dire quale sara’ la rotta della politica monetaria”, ha osservato Trichet. Gli analisti sono divisi, c’e’ chi e’ convinto che la Bce non ritocchera’ all’insu’ il costo del denaro fino alla fine dell’anno, mentre altri ritengono che almeno un rialzo avverra’, sicuramente non in ottobre, ma piuttosto in novembre o dicembre. Per quanto riguarda, invece, la Fed gli analisti danno per scontato un taglio dei tassi dei Fed Funds: bisogna solo capire - sottolineano - se di 25 o di 50 punti base






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