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Finanziaria: Allo studio manovra leggera


15 Settembre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Tasse, Redazione | letto: 121

Si pensa intorno a 10-12 miliardi di euro, ma ancora da definire i contenuti 

da corriere della sera

Tre miliardi al pacchetto casa (sgravi Ici, agevolazioni sugli affitti), due per il protocollo sul welfare. Prepensionamenti per gli statali . Circa 10-12 miliardi di euro. Sono questi i numeri che «girano» per la prossima Finanziaria senza nuove tasse e senza rinunciare alla riduzione del debito come la immagina il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Ma occorrerà convincere i ministri a contenere le spese allo stretto necessario. I «contenuti» della manovra, quindi, sono ancora in gran parte da definire.

CONTENUTI - Circa 3 miliardi dovrebbero andare al pacchetto casa, che è stato al centro degli incontri della settimana a Palazzo Chigi, con sgravi sull’Ici della prima casa e agevolazioni per chi vive in affitto, a cui vanno aggiunti almeno 500 milioni di euro per l’edilizia residenziale. Altri 2 miliardi riguardano il protocollo sul welfare firmato con i sindacati a fine luglio, di cui, però, non è ancora certo l’inserimento in Finanziaria, osteggiato soprattutto dalla sinistra radicale, la quale chiede l’armonizzazione della tassazione sulle rendite. Sia il protocollo che la tassazione sulle rendite quindi potrebbero restare fuori dalla manovra ed essere inseriti in disegni di legge collegati.

STATALI - Tre esodi incentivati per una nuova assunzione. È questo, in sintesi, il piano illustrato dal ministro delle Riforme e innovazione nella Pubblica amministrazione Luigi Nicolais a Padoa-Schioppa per la razionalizzazione delle spese in Finanziaria. Lo riferiscono all’agenzia Agi fonti ministeriali aggiungendo che è «un discorso complesso che va fatto in prospettiva». Questa proposta, insieme ad altri tagli, dovrebbe portare a risparmi fino a 500 milioni di euro all’anno. L’idea di tre pre-pensionamenti per una nuova assunzione «potrebbe partire in fase sperimentale in alcune realtà locali dopo una consultazione con i sindacati». Oggi, concludono le fonti, «l’età media del personale nella Pubblica amministrazione è tra 55 e 60 anni, con punte anche tra 60-62. È difficile pensare a una riqualificazione professionale e quindi sarebbe opportuno consentire a queste persone di andare in pensione».

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