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Mutui: il disagio di vivere in affitto

da finanza utile .org di Riccardo Capannelli

I prezzi di mercato degli affitti sono cresciuti negli ultimi anni in maniera considerevole nel nostro paese, in modo particolare nelle grandi aree urbane. Negli anni successivi alla riforma degli affitti, quindi nel periodo 1999-2006, si è registrato un incremento dei canoni pari al 112%. È quanto emerge dall’indagine di Censis, Sunia, Cgil sulle famiglie in affitto

Il rincaro ha interessato soprattutto le grandi città e in particolare il centro Italia (per gli alti valori di Roma e Firenze), dove i canoni di mercato hanno continuato a salire in misura più rilevante anche negli ultimi 4 anni, determinando un incremento complessivo del 128% nello stesso periodo.

I prezzi di mercato in alcune grandi città italiane del centro nord risultano in linea o addirittura superiori a quelli di alcune città europee. Si paga in media 1.600 euro al mese per 100 metri quadrati nel centro di Roma e Milano; 2.200 euro a Parigi, 4.000 euro a Londra e solo 900 a Berlino.

Il Censis, il Sunia e la Cgil hanno realizzato negli scorsi mesi un’indagine diretta presso un campione di 5.000 famiglie in affitto, i cui risultati, rappresentativi dell’intera realtà nazionale, offrono un quadro aggiornato su diversi aspetti di questo comparto. In particolare, è stato esaminato il disagio di vivere in affitto in relazione al reddito delle famiglie. È emerso che il 76,4% dei nuclei familiari in affitto ricade nella fascia di reddito sotto i 20.000 euro; il 20%, tra i 20.000 ed i 30.000 euro, e solo il 3,5% dichiara di avere un reddito familiare superiore ai 30.000 euro. Nelle grandi città, dove i canoni sono molto più alti, risultano più ampie proprio le fasce più basse: le famiglie in affitto con reddito sotto i 10.000 euro sono il 24,5%, contro il 18,1% dei centri con meno di 250.000 abitanti.

Per tutelare le famiglie più deboli, il Codacons chiede provvedimenti immediati. “Di questo passo tra pochi anni numerose famiglie saranno impossibilitate a sostenere la spesa dell’affitto - afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons - I Comuni devono intervenire stipulando sul proprio territorio contratti collettivi a prezzi calmierati in favore delle famiglie meno abbienti, e riducendo o eliminando del tutto l’Ici sulla prima casa a carico dei proprietari delle abitazioni”.

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