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Faissola (Abi): «In Italia non c’è l’emergenza mutui»


20 Settembre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui | letto: 72

da il sole 24 ore

«Non siamo in stato di emergenza». Il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, esclude categoricamente che la crisi dei mutui e il rialzo dei tassi abbia prodotto un aumento delle insolvenze in Italia. «Una ricerca condotta dal nostro centro studi su un campione di banche rappresentativo del 60% del mercato», ha detto il numero uno di Palazzo Altieri nel corso di una conferenza stampa, «esclude qualsiasi aumento del numero delle rate di mutui non pagate. Rispetto all’anno scorso l’incremento dei mutui con rate in ritardo di due o più mesi è sotto l’1%. La situazione è attualmente di tranquillità. Qualsiasi allarmismo non trova conferma».

Faissola ha anche voluto rassicurare sul buono stato di salute del sistema bancario italiano. Il consiglio direttivo dell’Abi, ha riferito il numero uno, «ritiene che la situazione sia solida e non inficiata da fenomeni paragonabili a quelli registrati negli Stati Uniti o in Gran Bretagna. Gli istituti italiani», ha aggiunto «hanno sempre operato con avvedutezza, senso di responsabilità e una capacità di analisi dei rischi molto elevata (e forse per questo offrono mutui più cari della media europea, come ha fatto notare anche il governatore della Banca, Mario Draghi). È una tradizione del nostro sistema di cui siamo orgogliosi. Le banche italiane hanno dimostrato di essere affidabili, capaci di sostenere le imprese e finanziare i privati in linea con le proprie capacità di capitalizzazione e reddituali».

Faissola è quindi tornato a ripetere che l’aumento dei tassi sui mutui registrato a partire da giugno «è fisiologico e correlato alla situazione di mercato». Non è insomma colpa delle banche italiane se le rate sono divenute più care. «Credo», ha osservato il presidente dell’Abi, «che i mutuatari italiani stiano pagando il prezzo di comportamenti non adeguati di altri sistemi bancari. La crisi di fiducia in una economia globalizzata ha generato un rialzo dei tassi in tutti i mercati».

Faissola ha anche bocciato con forza qualsiasi ipotesi di interventi d’autorità sul prezzo dei mutui. «Noi», ha sottolineato, «crediamo nel mercato. E il modo in cui la concorrenza tra le banche ha agito sui mutui è dimostrata dal fatto che lo spread tra i tassi dei mutui e il ribor è sceso dai 150 punti base del 2003 sotto i 100 punti di oggi. Il mercato ha dimostrato di essere un mercato vero. Siamo pronti a collaborare con i clienti in difficoltà, per esempio prolungando la durata dei mutui piuttosto che toccando i tassi. Ma il tema non può essere risolto a livello associativo perchè ogni singolo cliente ha le sue esigenze e sono le singole banche a dover cercare di venirgli incontro. Di certo, non siamo in stato di emergenza. »Poi, qualunque provvedimento il governo vorrà assumere sarà da noi valutato ma la scelta politica non può che spettare all’esecutivo« ha concluso Faissola.

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