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Crisi mutui, Confindustria taglia stime crescita


21 Settembre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui

Allarme Fed: «In Usa cresceranno le insolvenze»

da il messaggero

Il presidente della Federal reserve, Ben Bernanke, lancia l’allarme sulla crisi dei mutui e avverte: aumenterà il numero di chi non riesce più a pagare le rate. Ma il presidente americano George W. Bush rassicura: l’economia è solida. Le insolvenze nel settore dei mutui ad alto rischio negli Stati Uniti sono «destinate a crescere», ha detto Bernanke, in una testimonianza preparata per l’audizione davanti alla commissione Servizi finanziari della Camera dei rappresentanti Usa. Ma il sistema finanziario statunitense, ha aggiunto, è in «condizioni relativamente forti». Il numero uno della banca centrale Usa rileva poi la maggiore rischiosità dei finanziamenti erogati tra fine 2005 e il 2006, con «insolvenze maturate dopo appena uno o due pagamenti in ritardo delle rate».

Bush: sono ottimista. «I fondamentali dell’economia sono forti, l’occupazione è stabile e forte, i profitti delle imprese sono forti e le esportazioni tirano. Sono ottimista», ha detto Bush, riconoscendo però che c’è una crisi legata al settore immobiliari e al credito.

L’Italia cresce meno. La Confindustria intanto rivede al ribasso le stime sulla crescita dell’economia italiana nel 2007 e nel 2008. Per quest’anno il Centro studi di Viale dell’Astronomia (Csc) prevede una crescita dell’1,7%, inferiore dello 0,1% rispetto alle stime dello scorso luglio. Per il 2008 l’associazione degli industriali stima invece uno sviluppo del pil dell’1,3%, inferiore dello 0,2% rispetto all’1,5% fissato a luglio.

La crisi dei mutui ad alto rischio negli Usa è una delle cause della revisione al ribasso delle stime. A sottolinearlo è il Centro studi dell’associazione degli industriali. In merito alla crisi dei mutui subprime, gli economisti della Confinustria sottolineano come già a luglio avevano «previsto un rallentamento del pil italiano nel 2007, con un ulteriore decelerazione nel 2008, come effetto della riduzione della crescita negli Usa».

La crisi americana infatti - prosegue il CsC - «era di fatto già incorporata nel nostro scenario, che si basava su un soft landing degli Usa, con un rallentamento della crescita dal 3,3% del 2006 al 2,1% nel 2007 e una certa ripresa nel 2008 (2,7%)». Nello scenario di Confindustria inoltre «si scontava già che il picco del tasso di interesse Bce sarebbe stato al 4,25% entro quest’anno e non al 4,5%. Nel presente quadro - conclude Confindustria - si assume che la crisi finanziaria non si estenderà in modo significativo all’Europa ed all’Italia in particolare, che sembra essere lo scenario più

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