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da Asianews DI MAURIZIO D’ORLANDO

I mutui “subprime” annunciano la più grande crisi finanziaria dopo il ‘29 Secondo studiosi americani il volume di titoli privi di valore si aggira sui 20 mila miliardi di dollari. A rischio chiusura diverse banche americane ed europee. Pochi i contraccolpi sull’Asia. La curiosa notizia della nuova moneta nordamericana: l’Amero.

La vicenda della montagna di mutui fuori parametro (subprime) concessa dalle società di credito fondiario in America, di per sé è già dirompente e sta mettendo in crisi non poche banche. Negli Stati Uniti i gruppi più esposti sono giganti come Citigroup e Bank of America, a causa soprattutto delle proprie controllate specializzate in intermediazione titoli. In Europa, secondo voci di mercato, si parla di possibili difficoltà - o addirittura di crollo – per banche del calibro di Deutsche Bank, Barclays, BNP Paribas oltre a grandi finanziarie, assicurazioni (si parla di Axa) e fondi pensioni.

Ma tutto ciò è solo la parte emersa del problema. Secondo Mike Whitney[1], un analista finanziario americano, il totale di titoli circolanti emessi nei mercati non regolamentati e privi di patrimonialità reale, è di 20 mila miliardi di dollari[2]. A quanto pare, finora né il grande pubblico, né i professionisti di Wall Street si erano accorti del “buco”. Questi 20 mila miliardi di dollari di titoli sono privi di mercato e quindi privi di valore. Anche se la Fed dovesse rendere molto più indulgenti le regole sulle riserve, l’attuale sistema finanziario è destinato ad affrontare la più grave crisi da 80 anni ad oggi, perché non è un problema di liquidità, ma di solvibilità. Le banche ormai hanno paura a finanziarsi a vicenda perché non conoscono i reali livelli reciproci di insolvenze. Si è arrivati al punto che sul mercato interbancario di Londra non ci si arrischia a prestare denaro oltre il termine di un giorno.

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