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Sfratti ,Di Pietro: No alla proroga, stato faccia sua parte


23 Settembre 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 180

da ANSA
 
L’avvicinarsi della data del 15 ottobre, quando scadrà il blocco della proroga degli sfratti, scalda la maggioranza ed apre un nuovo confronto nel governo. A dare il via è il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro che affida al suo blog il proprio parere assolutamente contrario ad un’ulteriore proroga.

Di Pietro riscuote il plauso di Confedilizia, ma anche la reazione del ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero che chiede risorse per il piano casa prima della finanziaria per evitare che in strada finiscano anziani e disabili.
“Da 50 anni a questa parte mai un Ministro della Repubblica aveva pronunciato parole così nette in difesa della legalità”, ha commentato il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani.

“Il proprietario - spiega Di Pietro sul blog motivando il suo no all’ ipotesi di un rinnovo della proroga - non può pagare l’incapacità dello Stato di dare risposte ai più deboli”. Ecco perché serve “una serie di interventi per evitare che queste 2.500 famiglie finiscano sotto i ponti, ma restituendo il diritto di proprietà ai proprietari”.

Per Di Pietro vanno “previste somme per ricostituire un patrimonio immobiliare a disposizione dei Comuni per coloro che non possono permettersi un’abitazione e rischiano di finire sotto i ponti. Non gliele possiamo regalare, ma se un ente pubblico ha un suo patrimonio di abitazioni può venire incontro alle fasce sociali più deboli”. Per finanziare il piano a cui si riferisce Di Pietro occorrono, secondo il ministro, per il 2008, circa 1,5-1,7 miliardi di euro: 530 serviranno per l’emergenza abitativa e 1-1,2 miliardi per l’edilizia pubblica.

Ma per Ferrero è necessario che prima della Finanziaria si trovino le risorse per finanziare il piano casa. “In ogni caso quello che non può verificarsi - aggiunge il ministro della solidarietà sociale - è che all’indomani del 15 ottobre possano finire sulla strada anziani, persone non autosufficienti e disabili”. “Risolvere l’emergenza abitativa attraverso il varo di un piano complessivo che affronti la questione della casa nel nostro Paese - spiega poi Ferrero - è l’orizzonte nel quale ci muoviamo, ma intanto e in ogni caso non possiamo tollerare che migliaia di persone rischino di finire in mezzo alla strada”.
 

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