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Padoa-Schioppa: Meno tasse su casa e Pmi

Padoa-Schioppa: Meno tasse su casa e Pmi
 
 da il denaro
 
La Finanziaria 2008 “conterrà misure di riduzione fiscale sulla casa e un alleggerimento dell’imposizione sulle imprese, ma anche l’integrale applicazione del protocollo di luglio su lavoro e welfareâ€Â. Ad affermarlo il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ieri nel corso di un’audizione parlamentare.

Ma quanto alla predisposizione dei testi “siamo ancora ben lontaniâ€Â, spiega il ministro poiché sulle misure della Finanziaria “il governo sta ancora riflettendo. Ci sono scelte di priorità politica che si compiono solo alla fineâ€Â. Padoa-Schioppa poi, torna ad assicurare che la manovra sarà snella, spiegando che per il 2008 la Finanziaria “sarà di 10 miliardi†contro i 35 dell’anno scorso. “Sarà fra un terzo e un quarto di quella del 2007 - dice -. La sua dimensione non è dettata neanche per un euro dall’esigenza di portare risorse alla riduzione del deficit. Dai ministeri sono arrivate richieste per 20 miliardi di euro a fronte di 5 miliardi di compensazioni, ha poi reso noto il titolare del dicastero di via XX settembre affermando che ammontano a circa 7 miliardi le risorse aggiuntive a disposizione del governo: si tratta di 2/3 di maggiori entrate fiscali e un terzo di minori spese. Insomma i 7 miliardi, ricorda il ministro, sono stati certificati nel ddl di assestamento di Bilancio.

A chi gli domanda sul ricorso alla fiducia, il ministro risponde: “Non la do per scontata†aggiungendo “dipende da come il Parlamento organizzerà i suoi lavoriâ€Â. Il ministro nel corso dell’audizione tocca anche il tema dei mutui Usa sottolineando che un impatto diretto della crisi subprime sull’economia italiana “è molto improbabile. Anzi, forse da escludere, anche se sono probabili effetti indiretti per la riduzione della crescita Usa e del resto d’Europa dove la crisi colpisceâ€Â. In ragione di ciò esistono incertezze tanto che Padoa-Schioppa poi, precisa che gli effetti possano essere più negativo delle stime. “Dalle riunione del Cicr - dice - le risultanza delle banche sono positive perché non c’è una esposizione, ma questo non significa che l’economia sia al riparoâ€Â. In merito ai conti pubblici, nel 2008 il Pil, afferma il titolare di via XX Settembre, si dovrebbe attestare tra l’1,3 per cento e il 1,6 per cento. “Il rallentamento dell’economia mondiale - dice - ci porta a un leggero abbassamento della stima della crescita 2007 e probabilmente un abbassamento un po’ più consistente nel 2008. Le stime erano rispettivamente al 2 per cento e all’1,9 per cento.

 Può darsi che quest’anno si resti sotto al 2 per cento e sappiamo già che l’Fmi per il 2008 si orienta sull’1,6 per cento e Confindustria sull’1,3 per cento. La nostra previsione sarà probabilmente intermedia fra queste dueâ€Â. Confermate poi le previsioni sul rapporto deficit/Pil nel 2007 al 2,5 per cento e nel 2008 al 2,2 per cento come indicato nel Dpef. E confermato anche il pareggio di bilancio nel 2011. Il ministro infine, comunica che il debito nel 2008 si attesterà al 103,5 per cento del Pil. Nel 2007 il debito secondo le stime è al 105,1 per cento del Pil. 
 

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