Il piano Generali 2007-09 non convince il mercato
1 Ottobre 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 113
da il sole 24 ore
Se qualcuno nutriva ancora dei dubbi ha provveduto, da parte sua, a dissiparli il finanziere bretone Vincent Bolloré. «È naturale che Cesare Geronzi, in qualità di nuovo presidente di Mediobanca, prenda il posto di Gabriele Galateri alla vicepresidenza delle Generali». Ha aggiunto Bollorè. «È in linea con la tradizione». A quando il via libera per l’ex numero uno di Capitalia e presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, rinviato a giudizio qualche giorno fa per bancarotta nell’ambito del processo sul crac Cirio? «Entro fine anno». Intanto il Leone di Trieste, con l’aggiornamento del piano industriale al 2009, punta in alto ma, scrive l’agenzia Radiocor in un Focus, non riesce a stupire il mercato.
Il target di utile di 3,8 miliardi al 2009 (+58% dal 2006) con il raddoppio del monte cedole rispetto al 2006 viene considerato di tutto rilievo, come pure sono apprezzate l’introduzione della figura del Cfo e le prospettive in Cina, India oltre che in Europa Centrale. Deluse invece le aspettative più speculative circa indicazioni su acquisizioni di importanti dimensioni in tempi rapidi.
Il piano 2007-2009 non prevede shopping. Tuttavia Generali, come ha dichiarato durante una conference call l’amministratore delegato, Giovanni Perissinotto, è pronta a cogliere eventuali opportunità, purché siano vantaggiose in termini di profittabilità. «Noi guardiamo sul mercato e se ci fosse un’opportunità per creare valore vi assicuro che saremmo pronti a considerarla. Io - ha proseguito Perissinotto riferendosi all’auspicio di una importante operazione di crescita esterna più volte espresso dal presidente Antoine Bernheim - capisco benissimo le ambizioni di crescita del presidente. Però per noi la redditività e la disciplina vengono prima, continuando a crescere da soli. Abbiamo basato questo piano sul perimetro attuale ma se ci saranno opportunità interessanti le valuteremo»
Quanto alla strategia sul portafoglio investimenti annunciata all’interno del piano, il mercato guarda con interesse alla strategia sul patrimonio immobiliare, che ammonta a oltre 20 miliardi e racchiude una parte significativa del patrimonio libero del gruppo. È interesse, osserva un analista, del gruppo rendere più liquida questa componente del patrimonio attraverso nuovi strumenti, dai fondi, alle Siiq, all’investimento indiretto.
Infine le direttrici che il gruppo ha annunciato di seguire in merito al capitale in eccesso, con le condizioni per un possibile ulteriore buy back da 1,5 miliardi nel 2009, secondo gli analisti confermano il duplice obiettivo di solidità patrimoniale senza una sovrabbondanza capitale in eccesso. Peraltro gli investimenti in crescita ed innovazione previsti nel piano sono consistenti, con una stima di 4 miliardi nel giro di 3 anni.










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