Ecco quanto si risparmia città per città Meno Ici per dodici milioni di italiani
2 Ottobre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Tasse
da La Repubblica
Dodici milioni di italiani pagheranno meno Ici sulla prima casa o non la pagheranno affatto. La Finanziaria porta in dote un taglio netto alla tassa più odiata dagli italiani e sul problema abitativo non dimentica nessuno. Pensa ai proprietari, ma anche agli affittuari, ai giovani che vogliono andare a vivere soli, a chi una casa per ora si limita a
sognarla. Per loro è previsto un piano di edilizia popolare da 500 milioni. Per i giovani invece il viceministro Visco ha annunciato misure ad hoc, ancora però da definire.
Ma in un Paese dove circa 85 famiglie su 100 abitano nella casa di proprietà è lo sconto sull’Ici a farla da padrone, anche perché i benefici andranno praticamente a tutti. Unici esclusi coloro che dichiarano oltre i 50mila euro (ma si intende un reddito individuale e dunque già marito e moglie che guadagnano 49mila euro ciascuno potranno prendersi la loro fetta di sconto). Tra l’altro i contribuenti che dichiarano più di 50mila euro sono il 3,4 per cento del totale, poco più
di un milione di persone. Il 97 per cento degli italiani che abitano a casa propria (sono oltre 15 milioni secondo l’Istat), invece, un pezzetto di sconto, o uno sconto totale, se lo metteranno in tasca.
Già si calcola che tra il 30 e il 40 per cento di tutte le prime case diranno addio all’Ici. Per le altre la tassa invece si ridurrà . E la misura della riduzione sarà uguale per tutti: l’1,33 per mille da calcolare sugli estimi catastali. Il conto finale sarà però differente. Uno sconto sulla prima casa c’era già ed era fissato a 103,3 euro. I Comuni però avevano e hanno ancora la possibilità aumentare la detraibilità con il risultato che in alcuni municipi gli sconti saranno più forti perché ai nuovi risparmi introdotti dal governo siaggiungeranno quelli già esistenti.
Nelle città come Roma e Palermo, ad esempio, lo sconto lieviterà fino a un massimo di 303,29 euro. Ben più alto sarà invece a Napoli, dove si aggiungerà a una detrazione base (decisa dal Comune) di 154,94 euro, portando il beneficio totale a sfiorare i 355 euro. Sconti però che non saranno infiniti: applicando l’1,33 per mille sull’estimo catastale
non si potrà andare oltre i 200 euro, un tetto fissato per gli immobili di lusso. In pratica se una casa vale più di 200.000 euro di reddito catastale la detrazione non potrà crescere ulteriormente, ma si fermerà al limite prefissato, 200 euro appunto. Gli esempi in tabella danno un’idea di quanto si potrà risparmiare in quattro delle maggiori città italiane.
Passerà invece per una detrazione Irpef lo sconto per gli affittuari: sarà di 300 euro l’anno per chi dichiara fino a 15.494 euro lordi di reddito per scendere a 150 per i redditi da 15.494 e fino a 30.987 euro. Detrazioni già previste per i canoni agevolati. Chi vive in case popolari non avrà diritto a nessuna detrazione, mentre agli affittuari incapienti, che non presentano la dichiarazione dei redditi (guadagnando non più
di 7mila euro l’anno, cifra che può salire fino a 14mila a seconda del numero di figli), i 300 euro verranno versati con un bonus. Ma tutti, per avere diritto allo sconto, dovranno avere un contratto d’affitto regolarmente registrato.










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