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Allarme della Commissione: Effetto mutui anche in Europa


6 Ottobre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui | letto: 243

da il denaro
 
La crisi dei mutui subprime Usa potrebbe provocare un meno 0,3 per cento del Pil 2008 di Eurolandia. E’ quanto emerge dal Rapporto trimestrale di Bruxelles. Secondo la Commissione europea, i rischi per le prospettive economiche sono “cresciuti in modo sostanziale” e la durata delle turbolenze “è difficile da prevedere”. Nel rapporto si legge anche che le conseguenze della crisi che ha colpito i mercati finanziari internazionali potrebbero determinare anche un ulteriore apprezzamento dell’euro.

Alla base di questa dinamica, secondo la Commissione europea, gli stessi rischi che incideranno sulla diminuzione della crescita economica nell’area euro nel 2008 e negli anni immediatamente successivi: il possibile rallentamento dell’economia americana, la riduzione dei consumi e degli investimenti, nonché il peggioramento delle attese di consumatori e imprenditori. Nel rapporto si legge ancora che in Italia, nel corso di un anno, si è registrata, come in altri Paesi Ue, una significativa decelerazione del ricorso ai mutui immobiliari.

L’Ue sottolinea che non è facile prevedere l’impatto delle più restrittive condizioni del credito e che l’evoluzione del mercato immobiliare sarà comunque un elemento chiave. Il mercato immobiliare ha già iniziato a indebolirsi nella prima metà del 2007, prima che la crisi del settore subprime in Usa scatenasse le turbolenze sui mercati finanziari, con una decelerazione nei permessi per costruzioni e nei mutui. “I tassi di crescita dei mutui hanno visto una decelerazione particolarmente acuta in Slovenia e Irlanda, ma anche In Belgio, Grecia, Spagna, Italia e Olanda”, si legge. Secondo i dati di Bruxelles, la crescita dei mutui ha rallentato all’8,1 per cento su anno in luglio e agosto, da oltre il 12 per cento del giugno 2006. “A differenza degli Usa, la zona euro ha solo un mercato limitato di mutui subprime e il rischio di default mutui è molto più basso.

Tuttavia, la prevalenza di mutui a tasso variabile in alcuni Stati con un alto livello di debito da parte delle famiglie è una fonte di vulnerabilità con i tassi in crescita”.

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