Mutui troppo cari, il mercato immobiliare frena
7 Ottobre 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 194
I costi del ‘mattone’ reggiano rilevati nel secondo semestre 2006 dalla Fiaip
da www.emilianet.it di Alessandro Bettelli
Si va dai 1.300 euro al metro quadrato per una casa in buono stato a Massenzatico, piuttosto che a Sesso e Cavazzoli, oppure a Roncocesi. Poi si sale oltre quota 2.500 euro al metro quadrato per un’abitazione nuova a Canali e ad Albinea. Alla fine si arriva agli oltre 3.500 euro per un’appartamento ristrutturato in centro storico. Quindi un risiko immobiliare che porta a differenze fino a mille euro al metro quadrato a seconda delle zone.
Sono questi i costi del “mattone” reggiano rilevati nel secondo semestre 2006 dalla Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) provinciale.
Una fotografia statica, scattata nel secondo semestre del 2006. Ma attuale, considerando che tali corsi valgono anche per l’anno in corso, giacché il mercato immobiliare, dopo dieci anni di corsa, ha iniziato la frenata.
Lo dicono i numeri: nel secondo semestre del 2006, le agenzie affiliate alla Fiaip hanno registrato un calo del 5% delle compravendite, a fronte di una sostanziale tenuta dei prezzi del residenziale e di un aumento del 15% degli immobili offerti in vendita.
Come mai? Al di là della ciclicità del settore, la prima causa è collegata all’aumento del costo del denaro: nel triennio 2003-2005 i tassi Euribor erano ricompresi tra il 2.15% ed il 2,70%; hanno superato il 3% nel 2006 ed ora sono attorno al 4,70%. In pratica c’è stato un raddoppio in quasi due anni.
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Il 70% di chi compra casa lo fa accendendo un mutuo - spiega Fabrizio Carretti, presidente provinciale Fiaip - e accollandosi un debito per trenta e, alle volte, anche quarant’anni. L’aumento del costo del denaro ha portato a un aumento delle rate mensili tale da rendere difficoltoso anche l’accesso al credito da parte dell’acquirente”.
“E’ questo il motivo principale che ha portato alla stagnazione delle compravendite anche in un contesto di aumento dell’offerta di immobili” sottolinea il responsabile Fiaip.
Ecco dunque che se non ci sono più i soldi sufficienti per pagare la rata del mutuo, le famiglie tornano a rivolgersi al mercato degli affitti, che, nel secondo semestre 2006, ha registrato un aumento delle
transazioni del 3%. Il che ha contribuito ad innalzare del 5% i canoni di locazione mensili.
E allora, in questa fase di rallentamento - “e non di recessione” puntualizza Carretti - l’identikit di chi acquista casa qual è? “Nel 60% dei casi si tratta di italiani, mentre la restante fetta del 40% è equamente ripartita fra stranieri comunitari ed “extra” - illustra il responsabile Fiaip -; in genere si tratta di nuclei familiari di 3 o 4 componenti (per il 60% dei casi), meno frequenti (25% del totale) le famiglie più numerose. Venendo all’inquadramento professionale, il 60% degli acquirenti è costituito da lavoratori autonomi e da imprenditori. Che, evidentemente, non hanno problemi di busta-paga.










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