Sfratti, Ferrero: «Chiederò una proroga» Anche i comuni premono per un rinvio
da il messaggero
Torna l’incubo dello sfratto per migliaia di famiglie. Domenica scade la proroga prevista dalla legge e quindi da lunedì riprenderanno le esecuzioni. Un problema che secondo una indagine di Nomisma interessa circa 3.000 nuclei familiari, ma che secondo i sindacati degli inquilini riguarderebbe invece 2.000 famiglie solo Roma, dove ieri i presidenti di tre municipi hanno requisito oltre 200 case per le famiglie che rischiano di rimanere per strada.
Per risolvere il problema, almeno temporaneamente, il ministro della Solidarietàsociale, Paolo Ferrero, ha annunciato che al prossimo consiglio dei ministri presenteràun decreto legge di proroga. «Sarebbe inaccettabile che i ritardi dei meccanismi della politica danneggino proprio le categorie sociali più deboli, nell’esercizio di un diritto fondamentale come è quello alla casa», ha detto il ministro. Si tratta di una misura di emergenza, è detto in una nota, in attesa che si proceda con il «programma casa», per il quale il «decreto legge 159 del 1 ottobre ha stanziato un congruo finanziamento di 550 milioni di euro per garantire il passaggio degli sfrattati da casa a casa». «L’impegno deve essere comunque quello di accelerare la realizzazione del programma per l’edilizia residenziale pubblica, che ha una natura strutturale e non emergenziale come il blocco degli sfratti», ha concluso Ferrero.
«Il principio non può essere che quello di eseguire lo sfratto solo in presenza di un alloggio alternativo - affermano Sunia, Sicet e Uniat Uil -. Gli strumenti per ottenere questo risultato sono: la proroga della sospensione; la requisizione temporanea degli alloggi occupati dalle famiglie sotto sfratto come hanno fatto 3 Municipi di Roma; il governo delle esecuzioni attraverso le commissioni prefettizie. Alle istituzioni la scelta. Una cosa è certa: non possono far finta di niente di fronte a questo dramma».
Anche l’Anci ritiene indispensabile una «proroga tecnica» agli sfratti in esecuzione dal 14 ottobre. La proroga, spiega Claudio Minelli, assessore al Comune di Roma e presidente della consulta casa dell Anci, deve essere «finalizzata e temporizzata in relazione alla consegna di alloggi in affitto alternativi da parte dei Comuni. Secondo Minelli occorre subito un decreto di proroga che scongiuri assolutamente le requisizioni per il 14 ottobre, purché funzioni un meccanismo che impedisca una tragedia sociale. Il piano casa nazionale stenta a decollare e le risorse individuate sono insufficienti».
La Confedilizia intanto protesta per la decisione dei presidenti dei municipi romani di requisire le case. «Le tre ordinanze di requisizione di immobili contestualmente emesse da tre municipi di Roma configurano una inedita violenza - dice in una nota la Confedilizia - allo Stato di diritto, sostenute all’evidenza da demagogici motivi propagandistici, così come appalesano gli stessi vistosi striscioni esposti davanti alle unitàimmobiliari assoggettate ai provvedimenti». «Davanti ad atti del genere - aggiunge la Confedilizia - sgomenta l’inazione del Governo e fino ad oggi, di qualsiasi altra istituzione o magistratura preposta all’ordinato svolgimento delle attivitàdella societàcivile». Per questo, l’associazione dei prorpietari di casa si augura «un pronto intervento dell’autoritàpreposta che valga ad annullare i provvedimenti».
