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Unicredit: Profumo,trasparenti su mutui e derivati

da ANSA

La perdita potenziale di 1 miliardo su derivati accumulata dai clienti di Unicredit e’ un credito per la banca e l’esposizione del gruppo nei mutui subprime e’ marginale sia in bilancio sia fuori bilancio. Dopo le denunce della trasmissione televisiva Report da una parte e le richieste della Consob dall’altra, il gruppo guidato da Alessandro Profumo alza il velo sull’esposizione in strumenti finanziari ad alto rischio. E in serata l’a.d. di Piazza Cordusio spiega che il gruppo ha ”commentato in tutti i modi e non c’e’ assolutamente nulla di nuovo da comunicare” sulla propria posizione in tema di derivati e mutui. ”Quello che abbiamo comunicato in termine mark to market - aggiunge a margine di un convegno a Pavia - e’ una cosa che continuamente viene comunicata nell’ambito delle comunicazioni aziendali ufficiali.

Non c’e’ nulla di nuovo”. Le dichiarazioni di Profumo arrivano all’indomani del tonfo in Borsa per i timori innescati da quanto emerso dalla trasmissione di Milena Gabanelli domenica sera e per le difficolta’, comuni a colossi mondiali del credito come Citigroup, legate alla crisi subprime. Timori solo in parte rientrati: oggi il titolo ha ceduto in Borsa lo 0,79% a 5,94 euro con un parziale recupero nel finale di seduta. Cosi’ il Cda di Unicredit, convocato per la prima volta a Roma, a seguito della fusione con Capitalia, per l’esame dei conti consolidati semestrali - chiusi con l’utile netto di 3,6 miliardi (+16,6%) e una redditivita’ (Roe) salita al 19,8% (dal 19% dei primi sei mesi del 2006), che hanno confermato i numeri indicati ad agosto - ha fornito anche l’occasione per fare un po’ di chiarezza.

In primo luogo sull’esposizione nei mutui subprime americani, in base alla richiesta arrivata dalla Consob a Piazza Cordusio, come alle altre banche italiane, di segnalare i numeri in occasione della prima documentazione contabile. Unicredit ha confermato in 277 milioni di euro l’esposizione nei mutui ad alto rischio statunitensi iscritti a bilancio a fine giugno, quindi in grado di influenzare i conti del gruppo, e ha indicato in 77 milioni quella fuori bilancio. Si tratta di conduit (veicoli finanziari extra-bilancio) sponsorizzati dalla controllata tedesca Hvb per 28 milioni, lontano dagli 11,8 miliardi segnalati agli investitori a New York lo scorso settembre, che riguardavano anche i conduit non relativi ai subprime. E di Siv (veicoli per comprare obbligazioni e debiti legati ai mutui) per 28 milioni.

Inoltre sono esposti per 13 milioni i fondi americani, non distribuiti in Italia, gestiti dalla controllata Pioneer. I rischi quindi sono in capo ai clienti e a chi ha investito nei fondi. In ogni caso, e il discorso vale in generale, l’esposizione viene definita dal gruppo ”marginale” e ”trascurabile”. Sul fronte Report, il Cda ha confermato in 1 miliardo le perdite potenziali, agli attuali valori di mercato, accumulate dagli enti locali e dalle aziende clienti di Unicredit Banca d’Impresa in derivati (interest rate swap), che per l’istituto equivalgono peraltro a una posizione ”creditoria netta”. Il gruppo ha peraltro dovuto affrontare finora 56 cause avviate dai clienti in Tribunale; 36 si sono concluse con un giudizio a proprio favore, quattro le ha perse e ha fatto ricorso in appello, mentre le restanti sono state transate.

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