Fed: Crisi immobiliare si aggrava, mutui subprime peso sulla crescita
da il denaro
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Il presidente della Fed, Ben Bernanke, vede segnali di miglioramento sui mercati finanziari, ma si mostra prudente sulle prospettive dell’economia, a causa del previsto aggravarsi della crisi immobiliare.Bernanke, che ha parlato all’Economic Club di New York nella tarda serata di due giorni fa, ha affermato che “dalla metàdi agosto il funzionamento dei mercati finanziari è un po’ migliorato”, determinando “uno sviluppo positivo per le prospettive economiche a breve termine, poiché aumentano le chances di avere una crescita moderata con prezzi stabili”. Ma, ha aggiunto che dalla metàdi settembre “gli indicatori economici hanno rafforzato le attese della Fed di un nuovo indebolimento del mercato immobiliare”, che certamente costituirà“un freno importante nel corso del trimestre e fino all’inizio del prossimo anno”. Bernanke ha poi ribadito che le condizioni di salute dei mercati finanziari Usa sono migliorate dopo un’estate agitata, ma per la completa guarigione occorre ancora tempo e la Federal Reserve agiràse necessario in modo da garantirne la stabilitàe una crescita non inflazionistica.
“Per una piena ripresa del funzionamento saràancora necessario tempo e potremmo assistere a qualche passo indietro”, ha spiegato alla platea dell’Economic Club di New York. “Le ultime implicazioni delle evoluzioni finanziarie per il costo e la disponibilitàdel credito, dunque per l’economia in senso lato, restano incerte”, ha detto. “Per il momento Federal Reserve continua a osservare da vicino la situazione e agiràse necessario a favorire un efficace funzionamento del mercato e assicurare una crescita economica sostenibile insieme alla stabilitàdei prezzi”, ha aggiunto. L’istituto centrale ha abbassato il 18 settembre scorso di ben mezzo punto percentuale i tassi ufficiali, portandoli a 4,75 per cento e cogliendo in contropiede un’ampia proporzione dei mercati finanziari. Bernanke ha spiegato che “agendo più in fretta” la Banca centrale si è proposta di prevenire i danni economici derivanti dalla turbolenza dei mercati finanziari nata dalla crisi dei mutui subprime (ad alto rischio). Allo stesso tempo, aggiunge, i responsabili alla politica monetaria sono pronti a intervenire in senso opposto, innalzando i tassi di riferimento se dovessero riprendere le pressioni inflative che sembrano essersi di recente moderate.
Quanto al tema della debolezza del cambio il banchiere spiega poi: “Non si può negare che un deprezzamento del dollaro abbia un impatto inflattivo”, aggiungendo però che il fenomeno è andato calando negli ultimi decenni. La prossima riunione del Federal Open Market Committee è in agenda per il 30 e 31 ottobre prossimi, data per cui i mercati finanziari indicano una possibilitàdel 32 per cento di un nuovo taglio dei tassi Usa da un quarto di punto percentuale.
