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Visco: «La valorizzazione dei beni dello Stato vale due punti di Pil»

Da il sole 24 ore  di Nicoletta Cottone e Claudio Tucci

La conoscenza è la premessa per valorizzare l’immenso patrimonio pubblico italiano che rappresenta «un valore aggiunto pari al 20%, come quello dell’industria: un recupero di produttività del 10% significa due punti di Pil in più e non vedo perché dovremo rinunciarci». Così il viceministro all’Economia Vicenzo Visco, ha presentato gli effetti della valorizzazione che potrebbe seguire al completamento del censimento del patrimonio immobiliare dello Stato che oggi è stato presentato a Roma dal direttore dell’Agenzia del demanio Elisabetta Spitz alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del vicepremier Francesco Rutelli. Trentamila i beni censiti, di cui 20mila edifici e 10mila terreni.

Il viceministro ha ricordato che «finora il patrimonio dello Stato é stato gestito in perdita e negli anni passati é stato venduto un patrimonio fruttifero per gestire spese correnti». Secondo il vice ministro bisogna cambiare la gestione. E ha fatto qualche esempio: «Con il progetto caserme é possibile - sottolinea Visco - trasformare beni al centro delle città, con l’aiuto della difesa e il coinvolgimento dell’architettura mondiale». Un processo, secondo Visco, che significa «fare reddito, creare ricchezza e valore», anche in termini di debito pubblico. Quindi sarà «stravagante vendere un bene che ha valore di mercato». Il viceministro all’Economia ha anche ricordato che sono in corso operazioni relative all’uso economico di reti omogenee di beni «e presto vedremo i risultati».

Il vicepremier e ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli ha sottolineato che si intende in questo modo voltare pagina «rispetto all’ipotesi un po’ confusa di vendite massicce di beni che avrebbe portato una goccia d’acqua» rispetto al debito pubblico, «abbiamo messo fine al mito della svendita del patrimonio quello stesso patrimonio che per molti anni é stato abbandonato o spesso usato abusivamente». Per Rutelli la valorizzazione, per un paese come il nostro, può rappresentare una straordinaria ricchezza, tanto che la Finanziaria per il 2008 prevede che ci siano soggetti cui si affida in modo selezionato parte del nostro patrimonio, per creare ricchezza.

Con un codice sarà possibile accedere tramite Internet, anche via cellulare, alla scheda del fabbricato. Il nuovo Fascicolo immobiliare elettronico contiene, infatti, un codice per ogni bene censito e informazioni su categoria patrimoniale, provenienza, localizzazione, tipologia, riferimenti catastali. Disegna, in pratica, una vera e propria mappa dell’immobile, segnalando la presenza di elementi di pregio e architettonici, vincoli, planimetria, accessi, recinzioni, componenti impiantistiche, scarichi e allacci, stato conservativo. E poi, valori di mercato e locativi, unitari, annui e medi. Dal 2011, poi, è prevista anche l’installazione sui beni più importanti di targhe con informazioni e il codice dell’edificio.

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