Rottamare il mutuo? Difficile e molto caro
20 Ottobre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui
 da blog panorama.it di Francesca Vercesi
“Per adesso è prematuro dare indicazioni preciseâ€. Oppure: “Adesso non si può fare, perché ci sono difficoltà procedurali. Torni a trovarci tra un meseâ€. È questo il ritornello nella quasi totalità delle banche di fronte alle richieste di surroga del mutuo, cioè il trasferimento a un altro istituto. La corsa al prodotto migliore, figlia delle liberalizzazioni del cosiddetto Bersani bis e alimentata da rate che nel giro di nemmeno due anni sono aumentate in Italia anche più di 100 euro al mese, si presenta ancora piena di ostacoli.
Sulle tre strade offerte al cliente per riconsiderare il mutuo, cioè la rinegoziazione con il proprio istituto, la sostituzione (chiudi un mutuo e ne apri un altro) o la surroga (il mutuo non si chiude ma si trasferisce), sono solo le prime due a essere più battute. O, meglio, sono le opzioni che le banche spingono di più. Ma i problemi non mancano.
Nel caso della rinegoziazione, il cliente ricontratta con la sua banca le caratteristiche del finanziamento: importo, durata, tasso. Ammesso che riesca a ottenere condizioni migliori. Ciascuno, infatti, applica misure diverse. Nelle spese di pratica, per esempio, la Banca Sella prevede 25 euro,
la Barclays Woolwich 0,50 per cento col passaggio al tasso fisso e 253 euro per l’allungamento della scadenza. A volte poi la rinegoziazione viene negata dalla banca mutuante. “Oggi sono stato nella filiale della banca per chiedere una rinegoziazione†racconta un consumatore. “Pare che sul monitor del funzionario sia apparsa la dicitura “contratto non rinegoziabileâ€. Quindi niente da fareâ€.Nel secondo caso, quello della sostituzione, si estingue il precedente mutuo, si cancella la vecchia ipoteca, iscrivendone una nuova a garanzia del finanziamento acceso presso la nuova banca. I costi sono, tuttavia, più elevati e non sempre l’operazione risulta conveniente. Secondo l’Osservatorio di Mutuionline, comunque, a fine settembre i mutui di sostituzione avevano ormai raggiunto il 15 per cento del totale, contro il 6,5 per cento di un anno prima.
Ma è la surroga, ora, la priorità sul tavolo di Abi, Albo dei notai, banche e associazioni. Al momento, sostengono al centro di ricerca Osservatorio finanziario, le maggiori difficoltà si riscontrano su questo tema: qui si trasferisce l’ipoteca dal vecchio al nuovo mutuo, acceso presso la seconda banca, senza che sia necessaria la cancellazione della prima garanzia ipotecaria. Rispetto alla sostituzione ciò dovrebbe comportare un esborso minore per il cliente. Però alcune incertezze normative, le difficoltà registrate presso le conservatorie (gli uffici dove l’atto di surroga viene annotato) e il ritardo delle banche hanno finora impedito che questa pratica diventasse realtà , a parte in un caso, quello della Banca popolare di Piacenza.
Occhi puntati anche sui costi della parcella notarile nella surroga: “A livello regionale si sta cercando di creare una tariffa condivisa dai vari distretti notarili con importi più bassi possibile†commenta Giulia Clarizio, consigliere nazionale del notariato.






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