Casa dolce tana
ottobre 25th, 2007 ¦ leggi altre proposte di: redazioneA Roma l’alloggio viene considerato un rifugio e ben pochi sono disposti a stringere (ancora) la cinghia per renderlo bello. Poco diversa la situazione nelle altre grandi città italiane.I più contenti della propria abitazione? Torinesi, palermitani e genovesi, tutti rigorosamente senza figli. Meno di 6 italiani su 100 sono disposti a sacrifici per i comfort
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Roma, 24 ottobre 2007 – Comprarla è un’impresa a troppe cifre, così, una volta ottenuta, si è poco disposti a stringere ancora la cinghia per renderla un po’ più dolce e un po’ meno tana. Si parla di casa e grandi città : solo cinque famiglie su cento sono disposte a compiere rinunce economiche per trasformare la propria abitazione un una casa-dolce-casa. E’ il risultato di uno studio di Tecnoborsa: l’83,2% delle famiglie interpellate definisce la propria casa come un luogo vissuto e aperto alla convivialità , dove trovare anche un rifugio dalle fatiche (11,3%) o solo dormire (3,4%) ed, eventualmente, lavorare (2,1%).
MODI DI VIVERE CASA – Coloro che definiscono ospitale e vissuta la propria casa sono per lo più le famiglie numerose, mentre la casa-rifugio-studio-lavoro è prerogativa dei singles. A Roma prevalgono la casa vissuta e la casa rifugio, a Milano la casa dormitorio e la casa studio, mentre la casa ospitale è a Napoli, Palermo e Genova. Torino, infine, vive più la casa come un rifugio e un luogo di relax.
COMFORT – Solo il 5,8% si dichiara però veramente disposto a sacrifici per migliorare il comfort dell’abitazione, mentre il 47,5% è piuttosto favorevole ma senza rinunce, a fronte di un 46,8% che preferisce spendere diversamente i propri soldi.
TEMPO – Ma quanto tempo trascorrono in casa gli italiani? Circa 12-15 ore (incluse le ore di sonno) ma tra loro il 51,5% sta in casa tra le 10 e le 15 ore, il 37,1% trascorre tra le mura domestiche 15 ore e più ed i meno casalinghi sono l 11,6%, con una permanenza di 8-10 ore al massimo. I romani risultano essere i meno domestici, a differenza dei milanesi che stanno in casa più di tutti; napoletani e palermitani ricadono nella fascia intermedia; infine, torinesi e genovesi rientrano nella media per tutte e tre le fasce orarie.
SODDISFATTI? – Quello che emerge è comunque l’alto grado di soddisfazione delle famiglie che vivono nelle grandi città riguardo la vivibilità delle loro abitazioni: si tratta del 90% circa, dato perfettamente in linea con quanto già rilevato nell’ indagine 2007 a proposito degli acquisti effettuati che denotano una grande attenzione nella scelta di una casa. I più contenti vivono a Torino, Palermo e Genova: si tratta prevalentemente di nuclei familiari senza figli. I giovani sono più soddisfatti degli anziani e Palermo e Napoli sono le città più sensibili e contente’.
