Mutui casa: di nuovo l’incubo subprime
3 Novembre 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 184
da tgcom
Sui mercati torna l’incubo subprime. Citigroup fa affondare le Borse
Si riaccende la paura della crisi per i mutui per le Borse di tutto il mondo. A finire nell’occhio del ciclone questa volta è il colosso bancario Usa Citigroup, che il 1 novembre- dopo aver bruciato 15 miliardi di dollari- ha trascinato giù gli indici di tutto il mondo. I titoli della prima conglomerata finanziaria statunitense hanno chiuso gli scambi con un tonfo del 6,89%, a quota 38,51 dollari.
Gli analisti non escudono che la banca possa trovarsi costretta a raccogliere oltre 30 miliardi di dollari con la vendita di asset, la limatura dei dividendi e un aumento di capitale.
TREMANO I VERTICI DELLE BANCHE USA
Ad aggravare la crisi del gruppo è l’uscita di due importanti top banker , Michael Raynes, a capo del credito strutturato, e Nestor Dominguez, responsabile delle obbligazioni di debito collateralizzato. Dopo l’uscita di Stanley O’Neal dal vertice di un altro colosso finanziario, Merrill Lynch, adesso sembra a rischio anche il numero uno di Citigroup, Charles Prince.
Intanto, sulla vicenda Merrill Lynch, un altro affondo viene dalla stampa: il Wall Street Journal riporta infatti che la banca avrebbe fatto ricorso ad accordi con hedge fund per occultare alcune passività. Il quotidiano, citando fonti ben informate, scrive che l’istituto sarebbe nel mirino della Sec - l’ organo di vigilanza sulla Borsa Usa - che indagherebbe sia sulla valutazione data da Merrill Lynch al valore dei titoli ancorati al credito immobiliare, che sulle modalità con cui questi investimenti sono stati riportati in bilancio.
E mentre le Borse crollano, sempre il Wall Street punta il dito contro un altro protagonista della crisi dei mutui, James Cayne, al vertice della casa d’affari Bear Stearns, impegnato in un torneo di bridge a Nashville, nel Tennessee mentre la bufera si scatenava sulle piazze mondiali .
“A luglio - scrive il Wall Street Journal, criticando la gestione della crisi - Cayne ha trascorso 10 dei 21 giorni lavorativi fuori dal suo ufficio, prendendo parte o a un evento di bridge o giocando a golf”.










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