Quando il rigore può fare danni
da il sole 24 ore
Si sa: l’onere della prova, in materia fiscale, è uno strumento da maneggiare con cura. Spostarlo significa, in un processo come quello tributario, incidere sui possibili esiti degli accertamenti. Ecco perché la direttiva dell’agenzia delle Entrate che mette sotto osservazione i mutui casa, presumendo, fino a prova contraria, che i prestiti superiori ai valori dichiarati per l’acquisto possono occultare una parte del prezzo, rischia di creare più danni che benefici. I contribuenti avevano pensato che le nuove regole avrebbero consentito di superare le acrobazie del passato fra rendite catastali dichiarate e somme versate. Ora, però, il Fisco rischia di trascurare che la realtà parla di mutui sempre più elevati che non finanziano solo compravendite ma anche spese di ristrutturazione, acquisti di mobili o uscite aggiuntive, affidando ai contribuenti l’onere di dimostrare l’utilizzo dei soldi incassati. Ai funzionari dell’Agenzia il compito di stemperare, nell’attuazione pratica, il rischio legato a un’interpretazione troppo rigorosa.











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