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ICI: Con il taglio ai trasferimenti parte la protesta dei sindaci

I conti delle autonomie locali. Manca l’extragettito Ici

da il sole 24 ore di Gianni Trovati

Il taglio ai trasferimenti è arrivato puntuale, anticipando l’extragettito Ici che avrebbe dovuto compensare (e questo si sapeva) ma anche la sua quantificazione per ogni Comune. Ed è proprio quest’ultimo aspetto a spiegare la sorpresa prodotta nei Comuni dalla comunicazione del ministero dell’Interno,che ieri in via definitiva ha misurato l’ultima rata dei trasferimenti 2007. Una rata più leggera delle attese, che ha riportato di stretta attualità il problema del taglio ai trasferimenti di 609,4 milioni messo in atto dal Dl 262/06 per compensare un maggior gettito Ici che non si è verificato. A Roma e Napoli mancano 28 milioni, a Milano 22 e anche nelle città sui 100mila abitanti il taglio supera il milione. I fari sono puntati sull’Interno, ma le responsabilità non abitano al Viminale. Tutto nasce infatti dal Dl 262/06, collegato alla Finanziaria 2007, che aveva imposto una stretta sui fabbricati rurali e sugli immobili di categoria E (esercizi commerciali in stazioni e aeroporti), prevedendo che le nuove regole avrebbero aumentato la dote Ici per 609,4 milioni.

Come temuto, però, nel 2007 l’extragettito è rimasto solo una promessa, perché le procedure per individuare gli immobili interessati e arrivare all’accertamento effettivo del gettito sono complesse. Più tempestiva, invece, è stata l’Economia, che fin da inizio anno ha tagliato lo stanziamento, che il Viminale poi assegna in tre rate. E a nulla, all’atto pratico, è valsa la previsione del Dl 81/07 che, in risposta alle lamentele dei Comuni per un taglio spalmato indiscriminatamente su tutti, a prescindere dall’effettiva presenza dei fabbricati rurali o di categoria E, aveva previsto una modulazione diversa. Il taglio, secondo la nuova regola, non sarebbe più stato del 10% per tutti, ma proporzionale alla maggior base imponibile comunicata per ogni ente al ministero dell’Interno dall’agenzia del Territorio (articolo 3, comma 2 del Dl). Il tempo a disposizione, però, si è rivelato troppo stretto anche per questo meccanismo, per cui l’Agenzia ha comunicato al ministero solo criteri generali per la quantificazione. E siccome l’ultima rata dei trasferimenti scatta al 30 ottobre, il taglio spalmato su tutti gli enti ha finito per essere una via obbligata. L’insieme dei fattori non placa però le proteste degli amministratori locali.

Il vicepresidente Anci, Fabio Sturani, sindaco di Ancona, annuncia di aver incaricato l’ufficio legale di studiare gli estremi per ricorrere al Tar. «Questo taglio va contro l’impegno assunto pubblicamente dal Governo – spiega – e contro lo spirito e la lettera del Dl 81, che aveva escluso l’ipotesi di una decurtazione generalizzata». Ed è probabile che all’assemblea nazionale dei Comuni, che si apre domani a Brescia, il tema sarà protagonista in agenda. Ora l’unica strada per correre ai ripari è un emendamento in Finanziaria che sterilizzi gli effetti a valere già dal 2007. In Conferenza Unificata si è iniziato a discuterne, ma lo strumento va ancora definito

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