Mutui e pignoramenti, città sempre più povera
14 Novembre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui
da L’Espresso Vittorio Perfetto
Â
L’inchiesta nazionale dell’Adusbef pone il capoluogo al primo posto per le insolvenze Settanta le «denunce» di persone sotto usura L’AQUILA. Il record nazionale del capoluogo di regione, che nel 2006 ha fatto registrare l’incremento maggiore di pignoramenti legati all’aumento dei mutui e al problema dell’insolvenza (più 41 per cento, rispetto a una media nazionale del 23 per cento), ha coinciso con una impennata dello stato di povertà all’Aquila. E i problemi maggiori riguardano indebitamento e usura, legati al problema della casa.Â
L’incremento dei pignoramenti all’Aquila (passata dagli 89 del 2006 ai 125 del 2007), è stato rilevato da un’indagine dell’Adusbef, Associazione di comsumatori, nei tribunali di 17 centri italiani - tra i quali metropoli, come Roma e Milano, e città di dimensioni più piccole, come L’Aquila, Rovigo -, pubblicata ieri.
Â
Il fenomeno coincide con la denuncia della Caritas diocesana, che svolge la propria attività attraverso servizi come il Centro di ascolto, l’Osservatorio della povertà , l’Assistenza al lavoro, Immigrazione, Distribuzione vestiario, sullo stato di povertà che esiste nel capoluogo di regione. Secondo i dati Caritas, pubblicati dal mensile dell’arcidiocesi “Presenzaâ€, il 2006 (l’anno preso a campione dall’Adusbef) ha fatto registrare una domanda di 309 utenti. I problemi maggiori riguardano le abitazioni (mancanza di casa, residenza provvisoria, sfratto, abitazione precaria o inadeguata) per famiglie che hanno gravi disagi economici e di indebitamento. Un reddito insufficiente rispetto alle esigenze di carattere ordinario (pagamento delle utenze domestiche come gas, corrente elettrica, acqua, rifiuti) e straordinario. In quest’ultima voce ce n’è anche una allarmante: l’usura. Sono una settantina gli utenti che si sono rivolti alla Caritas, nel 2006, chiedendo aiuto alla Fondazione Jubilaeum, voluta dall’arcivescovo, monsignor Giuseppe Molinari, alcuni anni fa. La preoccupazione maggiore è che il fenomeno, delle famiglie povere e dell’usura, sia molto più ampio di quello che viene in superficie.
Â
 Il bisogno impellente del bene primario della casa, i costi altissimi delle abitazioni (si va dai 1.000-1.500 euro al metro quadrato per le frazioni, fino a quasi 5 mila euro nel centro storico) e quello degli affitti, portano molte persone e famiglie a dare retta anche a pubblicità ingannevoli da parte di finanziarie o banche un po’ spregiudicate che, secondo l’Adusbef, prometterebbero finanziamenti e mutui con altissime agevolazioni che, invece, quando si arriva in filiale, a conti fatti, risultano trappole che costringono poi i cittadini a rivolgersi alla Caritas, nella migliore delle ipotesi, oppure agli usurai o, infine, a farsi pignorare la casa perché non hanno soldi e diventano insolventi. La Caritas aiuta anche molti stranieri e la comunià maggiore in città , che si rivolge all’istituzione ecclesiastica, è quella romena (il 39.8% del totale, cioè 59 utenti du 148). Le altre etnie che chiedono aiuto alla Caritas sono quella moldava, la più piccola (6 utenti), peruviana (9), macedone (19) e albanese (21), mentre 34 sono di altre nazionalità .






Lascia un commento