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BCE: crisi dei mutui e caro petrolio, rischio rallentamento 
 
da Ansa 
 
La Bce ritiene che “le prospettive di crescita” di Eurolandia siano “soggette a rischi verso il basso legati principalmente a un impatto potenzialmente più ampio della rivalutazione del rischio in atto nei mercati finanziari sul clima di fiducia e sulle condizioni di finanziamento, a ulteriori rincari del petrolio e delle materie prime”.Lo scrive la banca centrale europea nell’ultimo bollettino mensile unendo questi rischi “ai timori di spinte protezionistiche e di possibili andamenti disordinati connessi con gli squilibri mondiali”. Solo presupponendo che l’economia mondiale mantenga una sostanziale tenuta e che il rallentamento degli Usa venga in pare compensato dal vigore dei mercati emergenti - sottolinea l’Eurotower - le stime per il pil nel 2008 “risulterebbero prossime a quella del prodotto potenziale”.
 
FORTE PRESSIONE AL RIALZO DELL’INFLAZIONE DAI PREZZI DELL’ENERGIA
“Gli effetti sfavorevoli derivanti dai prezzi dell’energia esercitano attualmente una forte pressione al rialzo sull’inflazione al consumo, riconducibile soprattutto alla notevole contrazione dei corsi dell’energia di un anno fa”. Nell’ultimo Bollettino mensile la Bce aggiunge che “tali effetti sono stati inoltre acuiti dagli ulteriori cospicui rincari del greggio, delle materie prime non petrolifere e, in particolare, dei beni alimentari”. In questo contesto l’istituto di Francoforte “si attende che il tasso di inflazione rimanga su livelli nettamente superiori al 2% nel prossimi mesi” per poi scendere nel corso del 2008.
 
PREOCCUPA L’INGIUSTIFICATO RINVIO DELL’EQUILIBRIO DEI BILANCI
“I piani di bilancio per il 2008 di diversi paesi evidenziano un orientamento prociclico delle politiche fiscali e un ingiustificato allentamento degli sforzi di riequilibrio”. Lo osserva la Bce nel suo ultimo bollettino sottolineando che “questa situazione suscita preoccupazione in quanto le carenze nell’azione di risanamento compromettono soprattutto l’accordo dell’Eurogruppo di raggiungere solide posizioni di bilancio al più tardi entro il 2010″.
 
RIFORMARE L’AGRICOLTURA UE CONTRO I RINCARI ALIMENTARI
“A fronte del marcato rincaro delle materie prime alimentari a livello internazionale - scrive la Bce -, un’ulteriore liberalizzazione e maggiori riforme dei mercati agricoli dell’Ue contribuirebbero ad accrescere la loro efficienza e a far diminuire i prezzi a beneficio dei consumatori europei”.

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