Il mattone frena: si compra meno
29 Novembre 2007 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 206
Nomisma: la corsa dei prezzi continua solo al Sud. Nuovi mutui, un calo del 3%
da www.lastampa.it di Agnese Vigna
Solo a Firenze si registra una lieve flessione dei prezzi (-0,5%), mentre nei principali capoluoghi italiani del centro nord i prezzi delle case sono in linea con l’inflazione: +1,4 a Milano, +1,9 a Torino, +2 a Venezia. Roma ha fatto leggermente meglio, con un +3,3%. Continuano invece a correre le città del sud, Bari in testa (+4%), seguita da Palermo, Cagliari, Catania: i valori degli immobili sono saliti meno in passato e i segnali di rallentamento arrivano con uno sfasamento di circa 6-8 mesi rispetto ai capoluoghi del nord. I dati emergono dal Rapporto sul mercato immobiliare di Nomisma presentato ieri a Bologna. Dal punto di vista dei valori il settore immobiliare sembra proseguire la discesa inaugura nel 2004. Tuttavia, secondo l’istituto si avvicina più «un atterraggio morbido che non allo scoppio di una bolla speculativa».
In ogni caso la crisi di natura finanziaria e il conseguente razionamento del credito, associate al rallentamento macroeconomico in atto, hanno costretto, dopo 9 anni di crescita ininterrotta, il mercato immobiliare a ripiegare: «Si tratta di una flessione al momento limitata ai volumi delle compravendite nelle principali città che, tuttavia, minaccia di estendersi anche alle quotazioni, se dovesse perdurare la debolezza della domanda».
Brutte notizie per quanto riguarda i tempi di vendita, che superano ormai i 5 mesi per le abitazioni usate e per lo sconto praticato in sede di trattativa, che si attesta sull’11,6%. Le transazioni? «Il 2007 si chiuderà con una flessione dell’ordine del 3,3%, con punte superiori al 10% nei grandi centri urbani - ha detto il presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini - . E i mercati di punta anticipano la tendenza. È la prima volta che i volumi mostrano un rallentamento così marcato, a Milano e Roma si sfiora una riduzione del 15%».
Insomma: attesa e prudenza, e infatti il numero di mutui è sceso del 3% nella prima parte dell’anno. Il 75% di quelli erogati nel secondo semestre è a tasso fisso e circa la metà ha una durata sopra ai 20 anni. Per le famiglie, d’altra parte, pagare i mutui sembra sempre più difficile: il tasso di sofferenza è passato dall’1,5% del dicembre 2006 all’1,8% del giugno 2007. Gli affitti? Insostenibili. L’andamento del mercato è analogo a quello dei prezzi, ma la situazione risulta di evidente difficoltà confrontando i livelli di mercato con le reali possibilità delle famiglie. «C’è uno scollamento medio del 40% con punte addirittura del 110% a Roma, del 92,8% a Milano, del 60% a Firenze e del 24% a Torino», spiega il ricercatore Luca Dondi. Così «chi vive in una casa di proprietà e vorrebbe spostarsi, magari in affitto non può farlo, e questo fa sì che il mercato delle locazioni sia ingessato, fermo e con piccoli volumi».
L’unica nota positiva arriva dal boom di investitori istituzionali esteri che nel 2007 hanno fatto registrare investimenti record. Uffici, blocchi direzionali, grandi centri commerciali piacciono ai grandi operatori, ai fondi di investimento americani ed europei, alle grosse società.










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