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Mutuo, una verifica in sette mosse


3 Dicembre 2007 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui | letto: 160

da www.repubblica.it di Antonella Donati

Dopo il salto dell’Euribor che renderà più cara la prossima rata di quelli indicizzati, vale la pena di controllare se non sia possibile una scelta migliore di quella fatta in passato. A cosa fare attenzione e le istruzioni per chi volesse cambiare. Prossima rata al 6%, se va bene. Dopo il nuovo record fatto registrare ieri dall’Euribor, infatti, il tasso per chi rimborsa il muto a rate mensili non è mai stato così alto dal 2001 e considerando lo spread, ossia la percentuale aggiuntiva applicata dalle banche, può dirsi fortunato chi riesce a pagare ancora rate inferiori ai 1.350 euro per un mutuo da 100.000 euro in dieci anni. E stando così le cose il tasso fisso è sempre più appetibile per chi è alle prese con la scelta del prodotto più conveniente.

L’appeal della rata mensile – D’altra parte a far crescere la rata in maniera imprevista è una delle conseguenze della crescita dell’offerta dei mutui e dell’evoluzione del mercato in questi ultimi anni. Fino alla seconda metà degli anni ‘90, infatti, i mutui erano sostanzialmente un prodotto di tipo “tradizionale” nella gran parte dei casi con rate semestrali, senza opzioni e con una scelta limitata tra fisso e variabile.

Successivamente con l’apertura del mercato sono esplose le offerte e non c’è ormai nessuna banca che non proponga sotto la categoria mutui un ventaglio di almeno una decina di prodotti diversi. E per invogliare a prendere il mutuo anche chi è alle prese con uno stipendio non troppo alto ecco le offerte con rate mensili.

L’importo da pagare alla fine è lo stesso, ma psicologicamente è molto diverso pensare di tirare fuori 1.200 euro al mese piuttosto che 7.200 euro a giugno e altrettanti a dicembre. E poiché è mensile la rata, è mensile anche l’indice di riferimento per calcolare il tasso di interesse, e nella gran parte dei casi la scelta cade sull’Euribor ad un mese, e in particolare sul tasso registrato l’ultimo giorno lavorativo del mese precedente a quello di scadenza della rata. E così se per motivi del tutto estranei al mercato dei mutui, che sono un prestito a lungo termine, l’Euribor l’ultimo giorno schizza all’insù, la rata cresce a dismisura.

La rata civetta – Una situazione, questa, alle volte davvero inaspettata perchè molte delle offerte dei mutui fanno ancora perno sul tasso d’ingresso, ossia due o tre rate a tasso fisso, con un tasso inferiore a quello registrato dal mercato al momento della sottoscrizione, e poi, zac, due mesi dopo, arriva l’indicizzazione piena e la rata inaspettata.
Insomma accade un po’ come nel caso delle offerte delle tariffe telefoniche a prezzi stracciati: bisogna controllare tra le righe per scoprire che il “ costo zero” vale sì, ma solo per due mesi. Passata l’offerta promozionale il servizio si paga esattamente come gli altri. Nonostante tutto, però, questa è ancora una strategia commerciale che paga, e chi si lascia trascinare dall’entusiasmo poi non può fare null’altro che pagare.

Il peso dello spread - Rata d’ingresso a parte un’altra delle questioni a cui prestare attenzione è il peso dello spread. Questo non è altro che il guadagno ”secco” della banca. Si tratta, infatti, della percentuale aggiuntiva che gli istituti di credito applicano sul tasso di interesse e che negli anni passati con l’Euribor piuttosto basso poteva superare di molto l’1%. Oggi che le rate sono schizzate all’insù si trovano anche spread intorno allo 0,50. Controllare questo importo quindi è ancora più importante che verificare il tasso d’ingresso: posto che non si potrà mai sapere quanto si andrà a pagare visto che fare previsioni sull’Euribor non è facile per nessuno, quello che è certo è che più lo spread è alto più la rata pesa.

Le “offerte speciali” on line - E per trovare lo spread più basso guardarsi intorno su internet è la cosa migliore. Esattamente come per tantissimi altri prodotti, infatti, se si sceglie on line si risparmia. Ci sono infatti diversi istituti di credito che presentano “offerte speciali” con durata limitata: chi sottoscrive quel mutuo in un determinato periodo, 45 giorni o 60 al massimo, si assicura condizioni migliori di quelle che può trovare allo sportello della stessa banca sia per lo spread che per il taglio di tutte le spese di perizia e di istruttoria. In compenso, però, in banca si può provare a contrattare.

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