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Cronaca del secondo giorno di consultazioni al Quirinale


27 Gennaio 2008 | postato da: alfa3 | Giorno x Giorno | letto: 221

Il presidente Napolitano pensa ad un governo transizione in attesa di una nuova legge elettorale.Berlusconi invita gli italiani a Roma per elezioni anticipate.
 
Andiamo alle elezioni forse si comincia una nuova era, chiunque salirà al governo non potrà sbagliare gli italiani si sono scocciati.
 
Non credo di essere l’unico a pensarla  così!
 
La soluzione?  governo transitorio ed elezioni anticipate,questa volta prima di votare pensiamoci bene se siamo incerti non votiamo.
 
 Pensiero delle 13,30
 F.to alfa3
 
Napolitano: «Per ora impossibile fare anticipazioni o sintesi»

da www.ilsolw24ore.com di Nicoletta Cottone 
 
Per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ora «é impossibile qualsiasi
anticipazione e qualsiasi sintesi». Al termine della seconda giornata di consultazioni il Capo dello Stato saluta così i giornalisti. Una giornata nella quale i radicali non si sono presentati all’incontro al Quirinale, Mastella ha detto no a un Governo tecnico e ha chiesto elezioni anticipate, Di Pietro sarebbe disponibile a un breve governo tecnico per confezionare una nuova legge elettorale. Il Capo dello Stato sta verificando la praticabilità di un governo di transizione per giungere a una riforma elettorale condivisa. In queste ore sembra prendere corpo l’ipotesi di un mandato esplorativo affidato a uno dei due presidenti delle Camere. Ecco la cronaca del secondo giorno di consultazioni al Quirinale, che vede protagonisti i piccoli partiti di maggioranza e opposizione. 
 
La seconda giornata di consultazioni. Nello studio alla Vetrata, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto gli esponenti di Autonomie, Liberté, Democratie: il senatore Carlo Perrin e l’onorevole Roberto Nicco hanno chiesto di varare un Governo che affronti la revisione della legge elettorale, le riforme istituzionali essenziali e alcune indispensabili misure sul piano economico e sociale. Analoga posizione quella del Sudtiroler Volkspartei, che ha detto no a elezioni subito e sì a un governo di transizione. Hanno, invece, chiesto elezioni il prima possibile i rappresentanti della Dc per le Autonomie e del Nuovo Psi. Per il Partito Repubblicano e il Movimento per le autonomie la prospettiva di elezioni anticipate è inevitabile. I Popolari-Udeur capitanati dall’ex Guardasigilli Clemente Mastella, artefice della crisi di governo, si sono detti contrati a governi tecnici. «La politica - dice Mastella - sia il medico della sua acuta malattia. Siamo quindi per elezioni politiche anticipate. All’indomani del voto, magari, si potrà aprire una nuova fase costituente, un nuovo patto politico generazionale». I radicali hanno deciso di non partecipare alle consultazioni, mentre i socialisti chiedono un nuovo governo per approvare la legge elettorale, partendo dal modello regionale della bozza Chiti. Per l’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro vorrebbe tornare al più presto al voto, ma è disponibile «a un governo istituzionale a brevissimo tempo» per approvare una nuova legge elettorale. Alfonso Pecoraro Scanio, segretario dei Verdi ha chiesto a Napolitano di reincaricare Prodi per non interrompere il risanamento economico nel momento in cui si possono aumentare i salari e reinvestire su giovani e precari. Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, chiede di andare al voto . «Meglio - dice - rispetto a qualunque pasticcio, incomprensibile agli occhi degli elettori di sinistra, andare al voto». La Sinistra democratica è favorevole a un governo a termine «di cui sia chiara la missione e il mandato, breve, con pochi punti» di cui non dovranno far parte i «trasformisti». Sul fronte della legge elettorale si può ripartire dalla bozza Bianco. 
 
La prima giornata. Ad aprire il giro di incontri venerdì 25 gennaio è stato il presidente del Senato Franco Marini, seguito dal presidente della Camera Fausto Bertinotti. Tutti e due al termine dell’incontro non hanno rilasciato dichiarazioni. Nel colloquio con il Capo dello Stato e il gruppo misto al Senato, Francesco Storace (La destra) ha chiesto elezioni subito, mentre Roberto Manzione (Unione democratica per i consumatori) vorrebbe evitare elezioni anticipate e punta sullo svolgimento del referendum. Aniello Formisano (Idv), a nome del gruppo misto, si è rimesso alle valutazioni del Capo dello Stato «che sicuramente andranno nell’interesse del Paese». Pietro Fuda (Partito democratico meridionale) ha chiesto «un accordo minimo sulle riforme a partire dalla legge elettorale per poi affrontare le urne». Salvatore Cannavò (Sinistra critica) è favorevole a «una legge proporzionale pura senza sbarramenti che è la chiave di soluzione per la crisi di italiana sistema che dura da 15 anni». Valdo Spini (Socialisti per la costituente) dice no alle elezioni anticipate ma vuole un «patto di governo per arrivare fino alla Finanziaria» e non un «governicchio» che in pochi mesi non consenta di raggiungere nessuno degli obiettivi utili al Paese. Per Giorgio La Malfa (Partito repubblicano italiano) è inevitabile il ricorso alle urne, per Ricardo Antonio Merlo, rappresentante degli italiani che risiedono in Sudamerica, «l’Italia ha bisogno di definitive riforme istituzionali, prima fra tutte quella elettorale». Oskar Peterlini (Gruppo delle autonomie al Senato) ritiene che questo sia il momento meno opportuno per elezioni anticipate a causa della situazione economica e sociale del paese. Tra lunedì e martedì saliranno al Colle gli esponenti di Lega Nord, Rifondazione, Alleanza nazionale, Forza Italia e Partito democratico. Chiuderanno il giro di consultazioni i presidenti emeriti della Repubblica Cossiga, Scalfaro e Ciampi.
 

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