La crisi di Governo. Le manovre incompiute
gennaio 31st, 2008 ¦ leggi altre proposte di: redazioneLe riforme giàapprovate perdono i pezzi
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da www.ilsole24ore.com di Marco Mobili
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Tanta carne al fuoco, che rischia però di andare in fumo. La crisi politica che ha portato alla caduta del Governo Prodi avràpesanti ripercussioni sul nutrito pacchetto di leggi e riforme alle quali Esecutivo, Parlamento e amministrazioni stavano lavorando. Venerdì scorso il Consiglio dei ministri ha dettato le linee guida per la gestione della cosiddetta “ordinaria amministrazione” e che inevitabilmente si traduce nella gestione di emergenze e urgenze. E ancora nell’emanazione di provvedimenti vincolati a termini in scadenza o a impegni internazionali e comunitari. In questa stretta griglia, quindi, rischiano di rimanere schiacciati e di rallentare il loro iter moltissime delle misure annunciate per riformare più di un settore: dal lavoro alla previdenza, dal Fisco alla giustizia. Il pericolo maggiore lo corrono i 10 decreti legislativi previsti da deleghe giàconferite al Governo, ma non ancora emanati, ai quali si aggiungono una ventina di direttive da recepire sulla base della Comunitaria 2006.ÂÂ
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Oltre alla riforma del welfare, rallenta la sua corsa anche il riordino della disciplina relativa agli statuti e agli organi di governo degli enti pubblici di ricerca, mentre potrebbe rientrare tra le prioritàindicate dalla direttiva di Palazzo Chigi il decreto sul riordino della disciplina in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. E questo sia per l’emergenza, ormai quotidiana, sulle morti bianche, sia perché il decreto delegato (legge 123/07) deve essere emanato entro il prossimo 25 maggio 2008. Tempi più lunghi per l’esercizio della delega sono invece previsti per le modifiche alle norme sull’ordinamento giudiziario e in particolare per l’emanazione delle disposizioni di coordinamento. Ma la delicatezza del tema difficilmente lascia pensare a una stesura delle norme delegate da parte del ministero della Giustizia dimissionario e, per di più, ad interim.ÂÂ
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Ai decreti delegati di riforma si aggiungono, poi, quelli previsti per l’attuazione delle direttive comunitarie in scadenza e riportati negli allegati alle leggi comunitarie. Non sono pochi, visto che oltre a quelli fermi in Parlamento e imbarcati dalla comunitaria 2007 all’esame della Camera, si sono accodati anche quelli elencati nella legge comunitaria 2008 licenziata venerdì scorso. Non va dimenticata, poi, la comunitaria 2006: solo 9 delle 27 direttive Ue allegate sono state recepite con approvazione ed emanazione dei decreti legislativi.ÂÂ
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Le altre, tra cui quelle sulla pari opportunitàin materia di occupazione e impiego o quella sulle fusioni transfrontaliere delle societàdi capitali sono rimaste in lista d’attesa e in alcuni casi con gli schemi di decreti giàpredisposti. L’”ordinaria amministrazione” potrebbe sbloccare i 67 provvedimenti di attuazione delle norme della Finanziaria 2008 che prevedono un termine di approvazione. Non dovrebbero avere problemi i decreti, attesi per metàfebbraio, sulla compartecipazione delle regioni all’accisa sul gasolio per autotrazione o quelli previsti giàper fine gennaio sui crediti d’imposta per la sicurezza degli esercizi commerciali e per il passaggio alla moneta elettronica dei tabaccai (all’Economia è giàtutto pronto).ÂÂ
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A rischiare lo stop sono invece gli interventi di più ampio respiro, soprattutto in materia di fiscalità. Si pensi, a esempio, al decreto sulla tassazione del reddito di impresa per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali. La stessa norma (articolo 1, comma 60) parla di provvedimento di natura regolamentare e come tale destinato all’esame del Consiglio di Stato. Un esame che, rispetto ad altri decreti ministeriali, implica scelte politiche e di indirizzo più delicate. Lo stesso vale per le commissioni di studio previste espressamente dalla Finanziaria e che avrebbero dovuto portare a una profonda rivisitazione della tassazione sugli immobili, così come sul trattamento di fine rapporto.ÂÂ
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C’è poi la più volte annunciata riforma dei coefficienti di ammortamento fermi a un decreto del 1988, o ancora quella sulle spese di rappresentanza. Un discorso a parte, poi, merita la tassazione dei capital gain per le quote qualificate delle persone fisiche, la cui percentuale di prelievo è rimasta agganciata a un “futuro” decreto ministeriale dopo che nella Finanziaria 2008 il Governo non indicò espressamente la nuova percentuale di prelievo, necessariamente più alta per bilanciare la riduzione di 5,5 punti dell’aliquota Ires. Un decreto che, peraltro, era stato pensato in attesa della nuova tassazione delle rendite e della più ampia riforma delle tassazione Irpef, ormai ferme nei cassetti del vice ministro dell’Economia, Vincenzo Visco.Le leggi a metàdel guado/2Fisco 7 Coefficienti di ammortamento Nonostante i ripetuti annunci, anche questa volta i valori di ammortamento dei beni delle imprese rischiano di restare agganciati ai coefficienti approvati con un Dm Finanze del lontano 31 dicembre 1988.
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Spese di rappresentanza Saranno deducibili se rispondono ai requisiti di inerenza e congruitàda fissare con decreto dell’Economia, anche sulla base della loro natura e destinazione. Il decreto, però, non ha un termine perentorio e dunque non rientrerebbe tra i provvedimenti di “ordinaria amministrazione”. Irap regionalizzata La trasformazione dell’Irap da imposta a tributo regionale, con relativa uscita dal modello Unico, è prevista per il 2009.ÂÂ
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Ma la disciplina di passaggio imporrebbe un continuo confronto politico con le Autonomie. Capital gain La riduzione dell’Ires ha «imposto» al Governo di garantire, con decreto, l’invarianza del livello di tassazione di dividendi e plusvalenze. Un decreto però strettamente legato a riforme oramai bloccate come quella delle rendite finanziarie e dell’Irpef.ÂÂ
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Commissioni di studio Rischiano di non essere mai insediate le commissioni di studio sulla fiscalitàimmobiliare e quella sulla tassazione del Tfr. Entrambe pensate per alleggerire e armonizzare il prelievo.Mutui e immobili storici 8 Fondo mutui prima casa Resta in stand-by il paracadute previsto dalla Finanziaria contro il rischio di insolvenza per i titolari di mutuo sulla prima casa rimasti intrappolati nella tenaglia dei tassi.ÂÂ
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I ministeri dell’Economia e della Solidarietàsociale dovranno, mediante un apposito regolamento, stabilire le norme di attuazione del Fondo di Solidarietà. Le disposizioni – per le quali non è previsto un termine di emanazione – dovranno individuare i requisiti che consentono di identificare i mutuatari non più in grado di provvedere al pagamento delle rate e che potranno beneficiare della sospensione del pagamento per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a 18 mesi nel corso dell’esecuzione del contratto.ÂÂ
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Il Fondo di solidarietàè dotato di un “patrimonio” di 20 milioni da erogare nel biennio 2008/9. Recupero centri storici Sempre la Finanziaria prevede mutui ventennali fino a 300mila euro per i proprietari di edifici, bisognosi di restauri e per il ripristino funzionale degli stessi o di una porzione, situati nei centri storici di comuni fino a 100mila abitanti. Il ministero dell’Economia, di concerto con i Beni culturali, deve individuare, entro mercoledì 30 gennaio, modalitàe criteri per l’erogazione dei contributi in conto interessi. Sono stati stanziati 10 milioni di euro a decorrere dall’anno in corso.Autonomie locali 9 Compensazioni per il taglio Ici Il ministero dell’Economia ha tempo entro fine febbraio per definire le modalitàcon cui gli enti locali devono certificare l’effettiva perdita di gettito dovuta allo sconto statale sull’Ici introdotto dalla manovra 2008.
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Entro fine giugno, poi, Economia, Interno e Affari regionali dovrebbero concordare con gli enti locali la disciplina per i conguagli, per coprire l’eventuale differenza fra gli stanziamenti statali e il gettito perso. Costi della politica Entro giugno il ministero dell’Economia deve quantificare i risparmi effettivi prodotti negli enti dal taglio ai costi della politica e, soprattutto, decidere come coprire la probabile differenza fra i risparmi reali e i tagli giàeffettuati ai trasferimenti. Controllo sugli swap Anche sugli strumenti finanziari degli enti locali il pallino è in mano al ministero dell’Economia, che deve elencare le informazioni indispensabili per i contratti in strumenti finanziari derivati sottoscritti dagli enti locali. Ha bisogno di indicazioni centrali anche la nota allegata al bilancio, in cui gli enti devono indicare gli oneri finanziari generati dai contratti. Monitoraggio sui conti La Finanziaria chiede a Via XX Settembre di costruire un nuovo sistema di monitoraggio da affiancare al Siope.ÂÂ
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Ancora da varare anche l’Unitàper il monitoraggio della qualitàamministrativa.Pubblico impiego 10 Co.co.co. e incarichi La Funzione pubblica aveva giàcominciato a operare a pieno regime per «l’interpretazione autentica» delle norme contenute in Finanziaria, ma la crisi blocca l’uscita delle circolari.ÂÂ
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In particolare, l’unico chiarimento giàuscito (nella nota 5/2008) riguarda il fatto che per i contratti di collaborazione è richiesta la laurea magistrale, e che i co.co.co. non rientrano nei limiti di tempo (tre mesi) e di motivazione (esigenze stagionali) previsti per le altre forme di lavoro flessibile. È in dubbio, per ora, l’emanazione dell’annunciata circolare complessiva sul tema.ÂÂ
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Stabilizzazione Ancora da scrivere, sempre dalla Funzione pubblica, la disciplina delle nuove stabilizzazioni nella Pubblica amministrazione introdotta dalla Finanziaria 2008. Interinali Un Dpcm, «da adottare inderogabilmente entro marzo 2008», dovrebbe stabilire i requisiti professionali e di esperienza dei lavoratori interinali che possono accedere alle procedure di stabilizzazione. Contratti Tanti i rinnovi legati al biennio 2006/2007 che rimangono al palo: servizio sanitario, enti locali, e agenzie fiscali sono fermi all’atto di indirizzo. Atto che, secondo un accordo fra Governo e categoria, a marzo avrebbe dovuto essere scritto anche per i segretari degli enti locali.Scuola e università11 Riforma della scuola superiore Il ministero dell’Istruzione era stato delegato dal Parlamento a definire i contenuti dei nuovi istituti tecnici e professionali, che hanno abolito il liceo economico e quello tecnologico creati nella precedente legislatura dalla riforma Moratti. La crisi di Governo blocca la definizione delle norme attuative.ÂÂ
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Formazione degli insegnanti La Finanziaria 2008 ha affidato ai ministeri dell’Istruzione e dell’Universitàil compito di ridisegnare la formazione iniziale e la disciplina di reclutamento degli insegnanti, prevedendo per quest’ultimo aspetto il pieno ritorno ai concorsi pubblici. Finanziamento degli atenei Danneggiato profondamente dai tagli inseriti in Finanziaria, il Patto per l’Università, che prevedeva il finanziamento competitivo per gli atenei più virtuosi, rischia di ricevere dalla crisi di Governo il colpo di grazia. Il Patto è contenuto in un documento ufficiale del 2 agosto scorso, e prevedeva di destinare 550 milioni agli incentivi per le universitàmigliori. Un accordo fra i ministri dell’Economia e dell’Universitàaveva stabilito di procedere comunque, nonostante i tagli alle risorse, ma la caduta del Governo rischia di fermare il processo.ÂÂ
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Riforma dei dottorati Raggruppamento in scuole e requisiti minimi dei corsi di dottorato sono contenuti in uno schema di regolamento, ora fermo a Cun e Crui.Giustizia 12 Ordinamento giudiziario Entro il 30 luglio 2009, il Governo deve adottare, su proposta del ministero della Giustizia, uno o più decreti legislativi per il coordinamento delle norme sull’ordinamento giudiziario. Nella seduta dell’11 gennaio scorso, il Consiglio dei ministri ha proceduto all’esame preliminare di quello per il coordinamento delle disposizioni in materia di elezione del consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Spese di giustizia Scade il prossimo 29 aprile il termine entro il quale il ministero della Giustizia deve stipulare con una societàuna o più convenzioni per la gestione delle spese e delle pene pecuniarie conseguenti a sentenze passate in giudicato o divenute definitive.
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Intercettazioni La Finanziaria 2008 prevede che il ministero della Giustizia, entro il 31 gennaio 2008, avvii la realizzazione di un sistema unico nazionale delle intercettazioni telefoniche, ambientali e altre forme di comunicazione informatica o telematica disposte o autorizzate dall’autoritàgiudiziaria. Giustizia tributaria Entro il 31 marzo 2008 devono essere determinati il numero delle sezioni e gli organici di ciascuna commissione tributaria provinciale e regionale.Cosa resta in agendaLe deleghe Sono 28, di cui 18 legati alla legge Comunitaria per il 2006, i decreti delegati in lista d’attesa che rischiano di lasciare in parte inattuate alcune deleghe conferite al Governo dalle CamereLa Finanziaria Saràun anno di superlavoro per i ministeri e gli enti pubblici chiamati a emenare i 202 provvedimenti che devono rendere pienamente efficaci gli oltre mille commi della manovra 2008Le scadenze Dei 202 provvedimenti attuativi della Finanzairia, sono 67 quelli che prevedono un termine perentorio per la loro emanazione. Molti di questi sono in scadenza giànei primi tre mesi dell’anno
